Grazie a tutte quelle persone che, ieri sera, si sono ritrovate a Romain via Teulada, davanti agli studi della Rai che un tempo ospitavano Annozero, la trasmissione soppressa perché non piaceva a Berlusconi e ai suoi mazzieri.

Il bavaglio che hanno già stretto sulla bocca di alcuni gionalisti e sugli occhi di milioni di cittadini è fatto, per altro, con la stessa stoffa con la quale hanno intessuto la legge sulle intercettazioni.

Nel pieno di una crisi sociale devastante, mentre i giornali del mondo riportano allibiti le conversazioni tra un presidente imputato e un faccendiere scappato all’estero per non presentarsi ai giudici, questi autentci eversori della legalità repubblicana pensano di riportare in aula la legge bavaglio e di imporla a colpi di fiducia, anzi, il presidente del Consiglio avrebbe avuto persino l’ardire di chiedere al presidente Napolitano un via libera a un eventuale decreto da approvare a tempo di record, nella speranza di bruciare tutto, di cancellare le prove, di nascondere agli italiani non “il diritto alla privacy”, ma il diritto a essere informati su comportamenti che mettono a rischio l’ordinamento repubblicano e la carta costituzionale e la presentabilità dell’Italia nel mondo.

Premesso che qualsiasi norma di questa natura sarebbe la negazione dell’articolo 21 della Costituzione e dunque non potrebbe avere nessun via libera dai guardiani delle istituzioni, anche se dovesse diventare legge sarà nostra cura disattivarla, incentivando, in tutte le forme possibili, l’obiezione di coscienza professionale, facendo prevalere l’obbligo a dare ogni notizia “socialmente rilevante” su qualsiasi bavaglio e divieto.

Dopo aver promosso i “comizi d’amore” davanti agli studi della Rai, sarà ora compito del comitato per la libertà di informazione, di Articolo21, di tutte le altre associazioni che amano la Costituzione, mettere in cantiere da subito una sola grande manifestazione nazionale contro la sovversione costituzionale e contro ogni forma di bavaglio e di censura.

Ciascuna forza politica del centrosinistra ha già annunciato una propria iniziativa. Italia dei Valori si riunirà a Vasto, Sel ha annunciato un corteo per le vie di Roma per il primo ottobre, i movimenti sfileranno a Roma il 15 ottobre, il Pd ha annunciato una manifestazione nazionale per il prossimo 5 novembre e chiediamo scusa per aver sicuramente tralasciato altre date non meno importanti.

Bene, benissimo, saremo con loro e saremo con chiunque reclamerà le dimissioni di Berlusconi; ma adesso è giunto il momento di individuare anche una data comune, nella quale tutti insieme, al di là di ogni gelosia di parte, di partito, di associazione, si possa stare insieme per contrastare l’immenso bavaglio che vogliono far  calare sull’intero paese per nascondere la macelleria sociale ed etica in atto.

Forse sarà il caso di individuare una data comune e di farlo prima che possano portare a compimento questo ennesimo misfatto, quando  li avremo sconfitti e cacciati, avremo sicuramente  tempo per marciare divisi e magari anche per farci qualche bella litigata…