Mentre sul sito dei Promotori della Libertà Berlusconi chiede una missione di verità per difendere lui, il suo governo e una manovra equa e rigorosa, la diaspora continua.

Alle iniziative di Pisanu si aggiungono le proteste di Alemanno e Polverini con richiesta di cambiamenti e primarie, l’addio della Marcegaglia e di Bonanni che chiedono un nuovo governo, gli inviti al cambiamento di Maroni e Tosi, leghisti in libertà e le fronde sempre attive di Formigoni e Scajola.

E il premier restò solo

Promotor di Libertà,
è mission di verità
raccontare com’ io sono
superando il vil frastuono

di chi vuole farmi male!
La manovra eccezionale
approvata dal Senato
un dei miei prodigi è stato!

E’ dei poveri un taglieggio,
ma il bilancio andrà in pareggio
in un anno o poco più.
Sono uom pien di virtù!

L’estorsione? Una scemenza,
la mia è sol beneficienza
per famiglie disastrate.
Dei pm le sparate

aiutatemi a zittire!
Ma è agli sgoccioli, ahimé, il Sire…
Quando scese in campo il reo
entusiastico un corteo

lo seguiva in ogni luogo
a un gran tifo dando sfogo.
Non sol servi ed affaristi,
improbabili statisti,

grandi zoccole e lenoni,
ma anche tanti creduloni,
vecchie volpi, cardinali,
il fior fior degli industriali,

commercianti, sindacati
e i padan, grandi alleati.
Un lunghissimo codazzo
per il reo d’amore pazzo,

ma anche, ahimé, convinto che
fosse un abile premier.
Ora che siam nella merda
par che qualche pezzo perda

quel corteo così entusiasta.
Cominciarono a dir basta
sia Casini che Gianfranco
dopo aver di Silvio al fianco

fatto ignobili porcate
che oggi accollano al magnate.
Poi è uscito allo scoperto
quel Pisanu, vecchio esperto

di democristianità,
che vuol dare l’altolà
all’anziano puttaniere
con un flaccido sedere.

C’è Bonanni, un gran marpione
ai servigi del padrone,
il qual teme, pur crumiro,
d’esser stato preso in giro.

Poi c’è quella Marcegaglia
che, incazzata, se la squaglia
dopo aver capito tardi
quanto fossero bugiardi

il Berlusca e il suo governo.
Alemanno, il nero eterno,
incomincia a far casini
con Renata Polverini,

biascicando di primarie,
ritenute necessarie
pure da quel Formigoni
che, a cavallo dei bidoni

della truffa oil for food,
si propone Robin Hood,
molto amato dalla Chiesa,
anche lei con Silvio offesa.

S’agitan Maroni e Tosi,
ormai poco fiduciosi
nella leadership di quello
che par fuori di cervello.

Ed infine c’è Scajola
che con la sua banda vola
all’attacco del partito,
senza averlo percepito.

Il codazzo eccezionale
si è ridotto a un funerale
che va verso il cimitero.
Qualchedun piange davvero,

ma son sol poche persone:
Minzolini, Capezzone,
Bondi, Alfano, Santanché
e il Berlusca, l’ex premier.