Anche quest’anno il gruppo terroristico di al-Qaeda ha celebrato l’anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 con un nuovo video. A parlare questa volta è il successore del defunto Osama Bin Laden, l’egiziano Ayman al-Zawahiri, che appare in un filmato diffuso sui forum jihadisti in Internet dalla casa di produzione ‘al-Sahab’. In questo documento, della durata di 62 minuti e dal titolo “l’alba di una vittoria imminente”, il medico egiziano affronta diversi temi, dalla guerra in Iraq e in Afghanistan a quello della primavera araba, e parla anche dell’uccisione del suo predecessore Bin Laden. Al-Zawahiri ribadisce inoltre che “al-Qaeda sostiene la rivoluzione araba e si augura che attraverso di essa si possa istaurare in quei paesi il vero Islam con governi che si basano sulla sharia” e aggiunge “sono passati 10 anni dai fatti dell’11 settembre che ancora scuotono il mondo. Dopo questo evento – afferma – la nazione islamica ha registrato importanti vittorie contro l’arroganza crociata”.

Poi il nuovo leader di Al Qaeda fa ancora riferimento ai tumulti che ci sono stati nei territori arabi “gli americani erano convinti che la regione mediorientale si era stabilizzata sotto il loro controllo grazie ai loro agenti, i governanti arabi, come Mubarak, da loro nominati. Ma gli americani – spiega – hanno perso Ben Ali e Mubarak e ora Gheddafi, Ali Abdullah Saleh e Bashar Assad e presto perderà i sauditi, commercianti di petrolio del Golfo, e Bouteflika e Mohammed VI. Obama e il suo ministro degli Esteri – prosegue – hanno detto ad Assad che ha perso legittimità e che deve lasciare il potere perché ha ucciso il suo popolo, perché non hanno detto la stessa cosa della famiglia saudita che ha ucciso il suo popolo, che è la famiglia araba più corrotta che commercia con la religione?”. Infine un ‘tributo’ a Osama Bin Laden e un attacco agli Usa “dopo il martirio dello sceicco Osama, è stato mostrato il volto islamico delle Rivoluzioni. La natura arrogante dell’America – continua – la spingerà a smentire il fatto che si ritrova a dover affrontare una ‘ummah’ crescente, che va affermandosi sempre di più, e che ciò può costituire, ad Allah piacendo, la causa della sua sconfitta e della sua caduta”.