C’è costernazione tra gli habitué; prestigiose società di scommesse operanti nei settori tennis, F1 e moto GP sono, da oggi, sull’orlo del fallimento: hanno accettato scommesse sulla presentazione di B. come persona informata sui fatti davanti ai pm di Napoli. La quota offerta per la mancata presentazione era di 4 a 1. Il che vuol dire che, per ogni euro scommesso su B. che scappa, ne dovevano pagare 4. Quote che più sballate non si poteva. Ma si capisce: erano tutte società inglesi e, per quella gente, se la magistratura ti convoca devi andare. Se poi sei presidente del Consiglio ci vai anche se stai per stramazzare per la febbre: le istituzioni debbono dare il buon esempio. Bet&Win e le sue consorelle avevano trascurato l’anomalia italiana: un presidente del Consiglio che ha passato 20 anni a scappare da un paio di decine di processi per falso in bilancio e frode fiscale, passando per la corruzione, fino alla prostituzione minorile.

E ora debbono pagare un sacco di soldi. E chi vuole puntare su Valentino Rossi vincitore al prossimo Gran Premio (che è sempre più probabile di B. che va a testimoniare) adesso non sa a chi rivolgersi. Ma queste sono quisquilie. E anche che B. non sia sentito dalla Procura di Napoli come persona informata sui fatti non mi pare gran cosa: tanto avrebbe mentito, a giudicare dalle anticipazioni pubblicate sui giornali. E, se il problema fosse che B. non può sottrarsi all’obbligo di testimoniare e che a un certo punto bisogna dire basta e applicare la legge, per lui come per qualsiasi altro cittadino, l’occasione era buona per un accompagnamento coatto. Sarebbe partito un nuovo tormentone di “Lodi” incostituzionali; ma tanto governo e maggioranza non si sono mai occupati di altro che non fosse l’interesse del loro sponsor principale. Sicché, tempo perso per tempo perso… No, i problemi sono altri.

Prima di tutto: come stanno davvero le cose? Mi viene da dire ai miei ex colleghi di Napoli e con tutto il rispetto: “Ma non è che vi siete sbagliati?”. Ragioniamo. Ipotesi d’accusa: Tarantini porta a B. un sacco di puttane. Quando il fatto si scopre, Tarantini e il suo amico Lavitola ricattano B.: “Dacci un sacco di soldi oppure, quando saremo interrogati dai pm, racconteremo che tu ci incaricavi di portarti le puttane”. B. in effetti scuce un sacco di soldi. Tarantini racconta che B. non sapeva che si trattava di mignotte e che credeva fossero nipoti di capi di Stato, rettori universitari, illustri scrittori, insomma la crème de la crème. Poi Lavitola frega i soldi a Tarantini e, giustamente preoccupato di ciò che penserà quello che glieli ha dati, l’utilizzatore finale B., quando la bomba scoppia gli offre di presentarsi ai pm e di chiarire tutto. E B. gli ordina “Resta dove sei”, cioè in Bulgaria.

Qualche dubbio dovrebbe nascere: come, ho l’occasione di dimostrare che io scopo, sì ma per via del mio savoir faire; che mai, mai, mai ho frequentato puttane; che sono un gaudente gentiluomo; e dico a quello che ho pagato (ricattato sì, ma ormai ho pagato) perché non mi calunni nell’onore che ho più caro nella vita: non venire, non chiarire? Mah. Poi B. è convocato dagli stessi pm che volevano sentire Lavitola e ha l’opportunità per chiarire di persona quello che ha pagato perché venisse chiarito. Però scappa a Strasburgo. Doppio mah. Sarà che le cose sono andate in un altro modo? Sarà che B. ha pensato che, con un po’ di soldi, tutto si aggiusta? In fondo, da Metta a Squillante a Mills, sempre così è andata. Sarà che è stato lui ad andare da Tarantini e Lavitola e offrirgli una buona quantità di quattrini perché dicessero che si trattava di damine di S. Vincenzo? Sarà che, adesso, con il rischio che salti fuori una corruzione a pubblico ufficiale o un’altra corruzione in atti giudiziari (dipende da come stavano le cose quando gli ha dato i soldi), è meglio stare allineati e coperti? In Bulgaria o Strasburgo che sia? Triplo mah.

Certo, che palle, un altro processo a B.? Un’altra tiritera sul complotto dei giudici comunisti; un’altra decina di leggi speciali, tipo: pagare i testimoni perché dicano il falso non è reato, trattasi di legittima attività difensionale. Ma potrebbe esserci di peggio. Se la storia di B. che dice della signora Merkel: “È una culona inchiavabile” fosse vera; hai visto mai che questo ricomincia a straparlare e dice di Barroso che è “una faccia di merda”? A noi servono soldi; e qui finisce che non ce li dà più nessuno.

Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2011