Nell’inchiesta sul giro di tangenti per la riqualificazione dell’area delle ex acciaierie Falck di Sesto San Giovanni, che coinvolge anche l’ex sindaco Filippo Penati e quello attuale Giorgio Oldrini, oggi è stato il giorno di Luigi Zunino. Il costruttore, già coinvolto nello scandalo della bonifica di Santa Giulia, è accusato di aver pagato – in concorso con l’amministratore delegato di Cascina Rubina Giovanni Camozzi, con il re delle bonifiche Giuseppe Grossi e con l’imprenditore Piero Di Caterina – una tangente da un milione e mezzo all’ex assessore all’edilizia Pasqualino Di Leva, attualmente in carcere, per ottenere il raddoppio dei volumi edificabili sui terreni della Falck, che il gruppo acquistò nel 2005.

Durante le oltre tre ore di interrogatorio davanti al pm Walter Mapelli, Zunino ha ribadito la correttezza dei suoi comportamenti e scaricato eventuali responsabilità su Giovanni Camozzi: all’epoca dei fatti, cioè tra il 2006 e il 2007, era presidente del Cda di Risanamento, e, stando alle parole di Zunino, come tale si occupava di “questioni di tipo strategico”. Mentre la “gestione operativa” dell’operazione era affidata, appunto, a Giovanni Camozzi. Zunino ha poi aggiunto che “la richiesta all’amministrazione comunale dell’aumento delle volumetrie è avvenuta con la massima trasparenza e rispettando le leggi in vigore all’epoca: infatti dagli atti ufficiali del Comune risulta che la volumetria concessa sia stata poco più di 900 mila metri quadrati”. La maggiorazione dei volumi, insomma, ci fu, ma, secondo Zunino fu una sorta di atto dovuto in cambio del quale nessuna tangente sarebbe stata versata.

A sostegno di tale tesi i legali Cesare Zaccone e Paolo Della Sala hanno depositato alcuni documenti, tra cui una relazione economica di allora sullo stato dell’area Falck. Gli avvocati di Zunino fanno sapere che il loro assistito “ha chiarito o spera di aver chiarito” agli inquirenti la propria posizione. In realtà, però, la versione dell’immobilirista è divergente da quanto raccontato proprio da Camozzi durante il suo interrogatorio di settimana scorsa, e pertanto, da quanto si apprende, la Procura riterrà necessarie ulteriori verifiche. Zunino, comunque, ha parlato a lungo con il pm anche della vicenda del trasferimento della sede di Sky che inizialmente doveva sorgere sull’area Marelli, di proprietà dell’imprenditore Giuseppe Pasini, e che invece è stata poi realizzata a Santa Giulia, proprio sui terreni di Zunino.

Continua anche l’attività d’indagine sull’altro filone, quello che riguarda l’acquisto dell’autostrada Milano-Serravalle. Oggi, infatti, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito documentazione negli uffici di Tortona della “Argo Finanziaria”, la holding di partecipazione del gruppo Gavio.

Sul fronte politico e con riferimento a presunte pressioni per la nomina di Pierfrancesco Maran alla guida dell’assessorato a Mobilità e Trasporti, oggi è intervenuto ancora una volta il sindaco Giuliano Pisapia, che ha affermato: “Non esiste, per quanto mi riguarda, un caso Maran che è stato invece creato ad arte per coinvolgere la giunta in fatti precedenti”, ha detto il primo cittadino nell’aula del consiglio comunale. Che ancora una volta ha ribadito che la sua giunta “è il risultato di scelte fatte in totale libertà e sotto mia responsabilità senza pressioni di sorta, con tre criteri: competenza, rappresentanza di genere e di giovani”.

Il Pdl, invece, per bocca del suo capogruppo in consiglio Carlo Masseroli, accusa il Partito Democratico di appigliarsi all’immagine del sindaco del capoluogo lombardo per “ripulirsi” .”Il sindaco di Milano sta fagocitando quel che resta del Pd che, travolto dal caso Penatì, cerca dal primo cittadino il perdono dal peccato originale”, ha aggiunto Masseroli.

Il consigliere azzurro ha concluso chiarendo che il suo partito è e resta garantista, ma che “sarebbe elegante che Pisapia chiedesse di fare un passo indietro” a Maran. Anche il diretto interessato è intervenuto precisando: avere ricevuto il sostegno di Penati in campagna elettorale “non basta per essere additato come suo pupillo”. “Metà dei voti che ho ricevuto – ha continuato Maran – vengono dalla zona 3 che è la zona dove ho lavorato politicamente, la mia è una storia politica nata nel territorio”.

Nella bagarre politica ha fatto sentire la sua voce anche Massimo D’Alema: “Penati ha avuto un comportamento corretto, non è scappato per non farsi giudicare. Anzi chiede di essere sentito dai magistrati che finalmente lo faranno nei prossimi giorni”, ha detto il presidente del Copasir, con chiaro riferimento alla vicenda di Berlusconi, che non si presenterà davanti ai giudici napoletani titolari ell’inchiesta sull’estersione ai suoi danni e sul giro di escort a palazzo Grazioli.