Giorni fa sono stato contattato via mail da due risentiti “materialisti storici” (dicevano loro di chiamarsi così, sia chiaro), ce l’avevano con me perché colpevole di avere pubblicamente detto male di Fidel Castro, il cubano. Non sbagliavano: avevo appena ribadito su Facebook che “nessuno ha il diritto di decidere circa le altrui libertà”. Loro, i materialisti, ovviamente non erano d’accordo, mi hanno così spiegato che a Cuba c’è piena democrazia elettiva e che i dissidenti, i vermi, sì, i gusanos di Miami, “sono tutti pagati dalla Cia”.

Non ho insistito. A quel punto ho preferito allontanarmi dal computer con passo da Gatto Silvestro per piazzarmi davanti alla televisione. Scarrellando scarrellando in cerca di refrigerio mentale sono finito quindi davanti al canale 141 della piattaforma Sky – Babel – dove c’era impacchettata con tutti i doverosi fiocchi la risposta perfetta per gli amici materialisti storici, per non dire comunisti, che forse per loro suonava come definizione troppo modello base.

Su Babel, emittente multiculturale che non per nulla innalza sotto il proprio logo il claim “Tutti i colori dell’Italia”, c’era tutto quello che avreste voluto sapere sull’importazione intensiva del riso con mano sulla patta e della simpatia (si fa per dire) berlusconiani, un ircocervo mediatico tra Paperissima e Striscia, più gli implacabili cloni di un Bonolis e di un Teo Mammucari trapiantato in prossimità dei Carpazi, ma perfino echi di una rubrica di gossip rionale romano in voga anni addietro, La dolce vita, condotta da tal Marco Polidori, indimenticabile uomo-zeppola, tutto ciò trapiantato in modo trotskista (nel senso dell’importazione rivoluzionaria forzata) nella terra di Romania, la stessa che un tempo conobbe lo scettro di Nicolae Ceausescu.

La perla liberatrice che ha catturato la mia attenzione si intitola Mondenii, e assicura d’essere un pezzo forte della satira autoctona: “Le più famose star romene e internazionali prendono vita in una veste inedita ogni settimana per lo show che ha portato la commedia a livelli mai visti prima! Questo esilarante sketch show presenta ogni genere di personaggi famosi nei loro momenti peggiori. Dalle star del calcio ai politici, dai cantanti ai ricchi teenagers, nessuno è al sicuro con Mondenii!”. Se non temessimo di apparire inadeguati rispetto all’originale verrebbe da aggiungere un bel “min…!”. Se solo d’improvviso non prevalesse un certo rimpianto al pensiero dei poveri Nicolae e Elena fucilati il giorno di Natale di oltre vent’anni addietro.

Guardi Mondenii, e non puoi fare a meno, come in una dissolvenza incrociata, di pensare all’inutilità della storia, a quanto siano “buciarde” le promesse di progresso, qui come a est, dove un tempo c’era un regime illiberale, poliziesco e corrotto al limite del grand guignol leninista alla “musaca”. Nessuno potrà mai negare ai romeni di rimbecillirsi, nessuno potrà mai ricordargli che così facendo mettono in ombra la memoria di un gigante di quella terra, lo scultore Costantin Brancusi, a favore, metti, di un replicante di Tiberio Timperi e di Veronica Maya, di un Francesco Facchinetti già Dj; resta dunque che tutto il mondo è paese. Sì, paese di m…. Senza neppure bisogno del consenso dei materialisti storici di cui sopra.

Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2011