Torno or ora da Venezia e mi piacerebbe moltissimo tirarmela un po’ fingendo di esserci andata come inviata di qualche giornale per la Mostra del Cinema. In realtà ero in laguna per tutt’altri motivi ma non potevo certo esimermi dal fare una capatina al lido: giusto per tornare a casa e raccontare agli amici di qualche film meraviglioso visto in anteprima, o di feste trendy a cui ho partecipato o infine descrivere dettagliatamente la mise sfolgorante di qualche star vista dal vivo.

Ebbene, niente di tutto questo è accaduto. I casi sono due: o io sono particolarmente sfigata o il festival quest’anno era sottotono. Propendo per la prima ipotesi in quanto:

  1. Sono stata in effetti invitata a una festa abbastanza glamour, ma sono arrivata con due ore d’anticipo, mi sentivo un cerotto su una gamba di legno, mi sono ubriacata di birra (era l’unico free drink) e ho fatto sicuramente delle figuracce di cui ora per fortuna non ricordo nulla.
  2. Ogni volta che riuscivo a raggiungere il red carpet, la folla si disperdeva: la sfilata delle star era appena terminata. Gli unici divi che ho intravisto (da lontano) sono stati Piero Pelù in versione metallaro con la minima, e Alba Parietti in versione: “Non so perché sono qui, ma l’importante è esserci”.
  3. Tutti i film in tutte le sale erano sempre sold out, non trovavi un biglietto nemmeno a pregare San Luchino (Visconti). L’unico film che sono riuscita a vedere è stato il cosiddetto “film a sorpresa”: fino all’ultimo non sai che cosa vai a vedere. Anche perché se lo sapessi, eviteresti di sicuro una pellicola di Hong Kong dove la cosa più allegra è un tossico di 46 anni che inghiotte una lametta da barba. Perché lo faccia non l’ho capito, non ho fatto in tempo a leggere i sottotitoli. Non me ne vogliano critici e cinefili, ma quando vedrò un film orientale, non dico divertente ma almeno dotato di dialoghi, m’imparerò il Mereghetti a memoria.
  4. Ciliegina sulla torta: il film è stato interrotto perché nella sala stava divampando un incendio. Valutato l’effetto dell’opera sulla mia psiche, l’ho considerato tutto fuorché una sfiga.

In ultima analisi è stato divertente, a parte lo spriz caldo e la pasta fredda che ti servono al Movie village. Leggo poi sui giornali che le dive quest’anno vestivano molto accollate e vedo nelle foto che George Clooney ha la stessa espressione da quindici anni più o meno da quando faceva il dottore in “ER medici in prima linea”.

Tutto sommato dunque, io sarà sfigata, ma non lo sarà un po’ anche il Festival?