Il Giro di Padania fa tappa in Emilia Romagna, ma salterà il passaggio a Piacenza: questioni di sicurezza. Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, aveva visto giusto e, durante la definizione del giro ciclistico in salsa leghista a metà agosto, si era rifiutato di dare il nulla osta per il passaggio dei ciclisti nel capoluogo emiliano. Un po’ per ragioni politiche – ha definito senza mezzi termini il Giro di Padania una “pagliacciata” – un po’ per questioni legate alla sicurezza viabilistica, che avrebbero costretto la chiusura forzata della tangenziale sud e ovest per alcune ore, mettendo sotto pressione le forze di polizia viste le annunciate manifestazioni di protesta della sinistra piacentina e non solo.

Il tour ciclistico della Padania domani toccherà quindi i Comuni limitrofi al capoluogo emiliano, con lo spiegamento di ingenti forze dell’ordine, dalla Polizia locale sino alla Protezione civile per evitare sassate e sberle ai corridori, come accaduto poche ore fa a Savona, dove Ivan Basso e  Sacha Modolo  hanno rimediato una serie di schiaffi, per poi lamentarsi: “Noi siamo professionisti, siamo qui per correre”.

E domani, è assicurato, Rifondazione comunista promette nuovi fuochi d’artificio per bloccare il contestato Giro di Padania con una mobilitazione regionale. E’ infatti giorni che il nucleo di Piacenza del Prc e Antagonisti – con il consigliere comunale Carlo Pallavicini in prima linea – fanno giri di chiamate da Piacenza a Rimini per mettere insieme uomini e mezzi con l’obiettivo di rendere difficoltoso il passaggio della manifestazione, inscenando una pacifica invasione delle strade ed impedire il normale svolgimento della tappa.

Modalità e luogo della contestazione rimangono tuttavia top secret ma sembra ormai certo che sia già stato organizzato un bus dal coordinatore regionale del Prc, Nando Mainardi, che da Bologna si diriga sino a Parma e Piacenza raccogliendo lungo la via Emilia tutti i militanti che intenderanno bloccare la gara nella sua ultima tappa.

Ma la sinistra radicale non è l’unica a volersi mobilitare con manifestazioni di protesta: anche il Pd pare intenzionato a presidiare la tappa di San Giorgio piacentino sventolando bandiere tricolore e intonando l’inno d’Italia anche se nulla è stato ancora ufficializzato.

Nello specifico, comunque, il Giro domani toccherà Castel San Giovanni, San Nicolò a Trebbia, Pontenure, Podenzano, Cadeo e Fiorenzuola d’Arda per poi entrare nella provincia di Parma. Da Noceto a Colorno, passando per il capoluogo ducale, l’incursione “verde” domani arriverà a Salsomaggiore.

Proprio la città che ha abdicato a capitale delle miss, Salsomaggiore sarà la tappa conclusiva del Giro della Padania complice anche la recente elezione del sindaco leghista, Giovanni Carancini che ha salutato le reginette d’Italia per far posto ai ciclisti padani. Il primo cittadino di Salsomaggiore – balzato agli onori della cronaca in campagna elettorale per aver fatto stampare e distribuire volantini in romeno chiedendo voti in cambio di posti di lavoro – è finito nella bufera anche nei giorni scorsi per l’aver promosso un mini Giro Padano i cui corridori sarebbero stati bambini, iniziativa che ha fatto rabbrividire i genitori della nota stazione termale.