Faccio una premessa al fine di evitare stupide reazioni polemiche riguardo all’uso di questo spazio. La redazione de Il Fatto Quotidiano, a gennaio, ci propose l’apertura di un blog e noi accettammo. Ora, se noi andiamo a cercare su Wikipedia cosa è un blog, troviamo questa definizione: “Un blog è un sito web, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l’autore (blogger) pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video”.

Va bene, lo ammetto: il post Essere grillini a propria insaputa, nella sua totalità, è stato abbastanza provocatorio. Prendere tre esempi di fanatici adoratori del guru Grillo non serve ad identificarli tutti come tali. Però è servito a far sapere che non si tratta di casi isolati ma di una vera e propria “pandemia”.

A parte i commenti più o meno stupidi riguardo al mio cognome (molti grillini non sanno che il mio primo blog, ancora attivo, si chiama Gran figlio di Troja, Beppe Grillo d’Italia, quindi forte ironia sul mio cognome e riconoscimento al Beppe nazionale), la cosa sconvolgente è l’enorme quantità di menzogne scritte solo per cercare di screditare me e il mio socio Massimo Merighi. Enorme quantità che gravita sempre sulle due stesse leggende metropolitane grilline:

1) “Tony Troja è stipendiato da Italia dei Valori”: questa leggenda grillina nasce dal fatto che, ad aprile, per l’evento creato da Di Pietro (o chi per lui) “Le mani sulla città? Impedirlo è legittimo” sono stato invitato ad esibirmi. Al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, sullo stesso palco con me, altri artisti come Shel Shapiro, Moni Ovadia e Antonio Cornacchione.

Apro una piccola parentesi: a marzo (quindi un mese prima dell’evento di Idv), alcuni amici del Movimento 5 Stelle di Genzano di Roma, per la nascita dell’omonimo Movimento, mi invitarono a fare uno spettacolo. Pagato, ovviamente. Chiusa parentesi. L’aver partecipato prima, come artista, ad un evento creato dal M5S e poi ad un altro creato da Idv, ha fatto sì che, per la filosofia grillina, io fossi un “venduto”. Ma ora mi sorge un dubbio: nel 2006, Antonio Cornacchione (presente con me a Bologna da Di Pietro) fu ospite dell’evento “L’Italia imbavagliata” organizzato dagli “Amici di Grillo”. È un venduto anche lui? Certo che no, solo io. Ma non solo: non avendo mai fatto video satirici su Di Pietro il sospetto che io sia un dipietrista è legittimo. Ma, volendo, non ho fatto nemmeno video satirici su Casini, Vendola e Storace. Ciò vuol dire che sono anche “demofasciocomunista”. A mia insaputa, ovviamente.

Come Scajola. Chiamatemi Tony Trojola.

2) “Tony Troja ce l’ha con Grillo perché non ha cantato al Woodstock 5 Stelle”: da quando io e Massimo Merighi ci occupiamo di fare chiarezza (anche attraverso la satira) sui controversi aspetti dell’universo Grillo (uno vale uno, i certificati, il non statuto, le direttive Casaleggio sugli incarichi all’interno del M5S) è saltata fuori quest’altra leggenda.

E si è scomodato anche il Consigliere a 5 Stelle Alessandro Marmiroli (consigliere di cosa non si sa) che tira in ballo, addirittura, le cospirazioni ai danni del nuovo evento, organizzato da Beppe Grillo, “Cozza Day”, in programma a Roma il 10 settembre davanti a Montecitorio. Fossero solo le teorie complottiste… Il Consigliere a 5 Stelle scrive sulla mia pagina fan: “Salve, sono un consigliere a 5 stelle. Colui che ha chiesto a YouTube di censurare il video è un perfetto idiota, chiunque sia, che non ha nessun appoggio dentro il movimento per azioni di questo genere. Tuttavia va sottolineata una cosa: da quando Tony non è stato invitato a Woodstock ha sviluppato un grande astio contro il movimento 5 stelle”.

E alcune cose non sono ancora saltate fuori: i più curiosi le troveranno nel mio blog.

Insomma, cari amici, cosa aggiungere ancora ai goffi tentativi di screditare me e Massimo Merighi, agli insulti sulle pagine Facebook, ai tentativi malriusciti di cercare di offendere per una dentatura non perfetta o per qualche chilo di troppo, ai maldestri suggerimenti di querela al comico genovese e alle risposte incredibili pur di svicolare davanti all’evidenza dei fatti? I grillini (da non confondere con gli attivisti del Movimento 5 Stelle) odiano la macchina del fango ma la usano bene.

E per il resto, se ci accusano di aver montato ad arte la storia della rimozione del video solo per avere visibilità, noi rispondiamo che in realtà lo facciamo per dare loro tutta la visibilità che occorre affinché la gente capisca che cosa sono. La cosa che gli rode della censura non è che noi abbiamo avuto visibilità. Gli rode il fatto che si stia dando visibilità alle loro miserie, a questa vergogna di cui molte persone erano all’oscuro. E più noi gli diamo corda (visibilità), più la gente vede questo squallore.

È l’unico modo per consentire alle persone per bene, attiviste del Movimento 5 Stelle, di farsi valere con le proprie idee, le proprie critiche e di non rimanere isolati col rischio che, come accade sempre, prima o poi si stanchino e se ne vadano. Noi facciamo il tifo per loro.

Ps: e in tutto questo, il video rimosso “per violazione del copyright” è stato magicamente ripristinato. Non c’è più il copyright, adesso? Boh… Mi diranno. Forse.

di Tony Troja