Due pesi e due misure, come al solito nel nostro paese, che vede una giustizia debole con i forti e forte con i deboli. Quegli stessi politici che hanno voluto e approvato il rafforzamento delle sanzioni disciplinari (le sospensioni fioccano in quasi tutti gli istituti scolastici a maggior rischio, ma talora, con provvedimenti di massa, anche in quelli “insospettabili”) chiedono impunità per le loro violazioni ed evitano di prendere seriamente di mira gli evasori fiscali.

Insomma, fingono di moralizzare qualcosa laddove nessuno può ribellarsi per dare un contentino  all’opinione pubblica (visto quanto siamo severi?), dall’altro fanno l’occhiolino ad una importante fetta di quelli che debbono evidentemente ritenere propri sostenitori (ruba tu che rubo anch’io).

La domanda è per noi che quei provvedimenti mettiamo in atto, e riguarda come si possa essere severi con gli alunni quando i “modelli” che Tv, giornali e politica ci rimandano ogni giorno sono così carenti di etica e persino decenza. E come si possano imporre regole tanto ferree in basso mentre si accettano certi comportamenti dall’alto. E’ forse perchè i ragazzi sono deboli e “loro” forti?

Per me il problema non è di secondaria importanza, anche perchè una idea di sanzione che prescinda dall’equità genera mostri, come provvedimenti disciplinari branditi come fruste e disattenzione per i diritti degli studenti nel corso delle procedure, tanto lo scopo è punire, se non togliersi di torno definitivamente (e in barba all’aumento della dispersione scolastica) i “responsabili”, spesso definiti tali ancor prima dell’accertamento dei fatti con il contradittorio.

Una severità che giustifica se stessa a tutti i costi, che rischia di fare di tutte le erbe un fascio, che rischia di essere il modo in cui gli adulti sfogano la frustrazione per la mancata giustizia che vedono pervenire dall’alto. E così si rischia anche di dare l’ennesimo cattivo esempio a coloro che già subiscono ogni giorno tanti pessimi esempi.

Ovviamente tanti operano in buona fede e per un fine nobile. Non si pongono la domanda, o se la sono posta dando risposte costruttive o correggendo con i fatti l’inevitabile sperequazione.

Anche per questo il tema è complesso, e ne riparlerò nei prossimi giorni su queste pagine virtuali, analizzando i vari aspetti della questione. Nel frattempo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi.