I figli sono piezz’e core sempre. Quando sono bambini sono anche molto utili. Se ne è accorto il presidente Sarkozy che, sul limite di un crollo verticale del consenso alla sua persona, ha benedetto il ventre di Carlà con un erede che, con una mossa mediatica eccellente, la futura mamma ha promesso di non mostrare mai, né in persona né in effigie, fino al conseguimento dell’età adulta.

Alle sue bambine si è rivolto anche l’assai più simpatico Barack Obama che, dopo l’elezione trionfale e prima di infilarsi nell’incunabolo del lavoro di presidente, scrisse un libriccino edificante sotto forma di letterina da parte di papà. L’opera, Di voi io canto, sta per uscire in Italia e, come i romanzi di Veltroni, venderà migliaia di copie.

Si temono, per l’anno venturo, valanghe di analoghe storiette, data la quantità di personale politico maschile in crisi di popolarità. Al personaggio più esposto a questo vento di contestazioni ad personam, consiglio un titolo:  A voi io chiedo scusa. Sottotitolo: Come il nonno ha trasformato l’Italia in un Paese di m…. Dedicato, per sorpassati limiti d’età, ai nipotini.

Il Fatto Quotidiano, 6 settembre 2011