Prima la Merkel, poi la Spagna, ora anche il commissario europeo. Non solo “il governo Berlusconi ha agito in maniera irresponsabile”, ma la Bce “è stata abbindolata” nell’acquisto di titoli di Stato italiani. La durissima posizione viene dal tedesco Gunther Oettinger, che questa sera ha criticato duramente il governo italiano sulla gestione della crisi del debito nazionale.

Sulla manovra, invece, l’Europa esprime un sostanziale apprezzamento. Le misure annunciate oggi dal governo italiano, secondo la Commissione, “confermano la determinazione delle autorità italiane a raggiungere gli obiettivi concordati di riduzione del deficit e del debito, mentre contribuiscono ad affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana che hanno profonde radici”.  La decisione sull’età della pensione “è un importante segnale”, si legge nella nota di Bruxelles, così come “la conferma della decisione di introdurre nella Costituzione il principio di un bilancio in equilibrio e l’abolizione delle province sono miglioramente decisivi nel quadro istituzionale dell’Italia, e contribuiscono ad assicurare una disciplina di bilancio su base permanente”.

Quella della Commissione europea è in realtà una nota positiva in un maremagnum di critiche. E se anche le nuove misure sulle quali domani il governo metterà la fiducia per portare a casa il voto in Senato dovessero dare un po’ di respiro a un governo in affanno, i guai torneranno a galla giovedì 8 settembre quando i 23 membri del board della Banca centrale europea si riuniranno per decidere se procedere o meno con l’acquisto dei titoli pubblici italiani, come avevano fatto l’8 agosto scorso. Una decisione di grande importanza per l’economia italiana. Così importante che il 29 agosto il ministro delle Finanze polacco, Jacek Rostowski, parlando a nome della presidenza di turno del Consiglio europeo davanti alla Commissione economico-finanziaria del Parlamento Ue aveva detto senza mezzi termini: “A luglio la Banca centrale europea ha salvato il Vecchio Continente”, riferendosi all’acquisto di titoli di Stato italiani e spagnoli fatto dalla Bce per un valore (fino alla metà di agosto) di 22 miliardi di euro.

Parole che trovano eco in quelle del portavoce del governo spagnolo, Josè Blanco, secondo cui Italia e Grecia “non stanno rispettando gli obiettivi di risanamento dei conti, creando così sfiducia nei mercati. L’Italia si è rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento. Questo – secondo il portavoce – influisce sulla decisione dei mercati che devono acquistare il nostro debito e ci dirige verso una fase caratterizzata da una certa instabilità”.

La manovra intanto è alla sua quarta versione, dopo gli inviti di Giorgio Napolitano perché fosse “più credibile” per i mercati e di Mario Draghi che ieri aveva invitato il governo a “un impegno politico ampio, sulla base di strategie condivise.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva definito la situazione dell’Italia “estremamente fragile”. Un’ulteriore batosta l’ha data ancora ieri l’agenzia di rating Moody’s ricordando che l’Italia è sotto osservazione per un possibile declassamento, da Aa2 ad Aa3. Mentre Standard and Poor’s oggi ha concentrato il suo sguardo sulle banche europee, la cui ripresa è “in stallo, a causa della crisi del debito nell’Unione europea, delle indebolite prospettive di crescita e della scarsa propensione al rischio dei mercati”.

Insomma, di fatto il Cavaliere è nello stesso tempo accerchiato – dalle critiche di tutti gli organismi economici internazionali – e isolato – in mezzo al fuoco incrociato della sua stessa maggioranza. Lo scetticismo e il gelo leghista – oggi nessun esponente del Carroccio ha rilasciato dichiarazioni sulla manovra – ne rappresentano un’ulteriore conferma. E le (ennesime) modifiche alla manovra decise nel vertice di questo pomeriggio a palazzo Grazioli non hanno avuto finora un effetto positivo sui mercati. Anzi, oggi Piazza Affari ha nuovamente conquistato la maglia nera con lo spread schizzato a 365 punti. E domani,  si ricomincia.