Il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati

“I fatti riportati da Tarantini non sono veri” e sono “facilmente smentibili sotto il profilo puramente procedurale”: così il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati commenta le intercettazioni di Gianpaolo Tarantini in cui l’imprenditore allude ad un volontario rallentamento delle indagini in corso da parte del magistrato.

Nelle telefonate registrate tra Tarantini ed il suo avvocato, questi rassicura il suo assistito, indagato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, sul fatto che il procuratore avrebbe frenato i tempi dell’inchiesta allo scopo di mantenere il silenzio sulle ultime intercettazioni.

Laudati si difende in una lettera inviata agli organi di stampa dopo la fuga di notizie “che mettono a serio rischio la credibilità del mio ruolo e quindi dell’Ufficio da me guidato, la Procura di Bari”, e afferma di aver incontrato gli avvocati di Tarantini “un paio di volte nei due anni di permanenza a Bari e sempre su loro esplicita richiesta” e di non aver mai parlato con questi “delle questioni riportate”.

Poi il procuratore entra nel merito ricordando di essere stato proprio lui a disporre il fermo nei confronti di Tarantini “che ne ha comportato la custodia cautelare per quasi un anno”, mentre prima del suo arrivo a Bari (nel settembre del 2009) l’imprenditore  “continuava ad essere una persona a piede libero che aveva presentato anche una richiesta di patteggiamento ‘omnibus'”.

Quanto al ritardo nelle indagini Laudati fa notare che “nei numerosi procedimenti aperti a carico di Tarantini sono state richieste ed ottenute decine di misure cautelari” e ricorda che, fra i procedimenti a carico di Tarantini, uno è giò arrivato a sentenza e per altri “è stato richiesto il giudizio immediato”. In particolare, nel filone che riguarda il giro di escort a palazzo Grazioli, il procuratore evidenzia che “I miei colleghi, richiamati dalle ferie in piena estate hanno provveduto in tempi record alla definizione dell’inchiesta che è intervenuta durante la sospensione dei termini processuali”.

Lo stesso Laudati ha richiesto al Ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma di attivare un’ispezione nella Procura di Bari “per verificare la correttezza del suo operato e dunque come forma di “auto-tutela”. Il Guardasigilli deciderà nei prossimi giorni, ma appare probabile che l’ispezione sarà effettivamente disposta.

Intanto l’inchiesta relativa alle estorsioni di Tarantini e del direttore dell'”Avanti!” Valter Lavitola nei confronti del premier potrebbe essere spostata da Napoli ad altra procura per questioni di competenza territoriale: gli avvocati dell’imprenditore pugliese, Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, hanno sottolineato come molti degli incontri tra Tarantini e Berlusconi siano avvenuti “in altre città”, tra le quali anche Milano. Proprio nel capoluogo lombardo l’imprenditore chiese al presidente del Consiglio un aiuto economico per avviare una nuova attività. I legali di Tarantini potrebbero quindi sollevare nei prossimi giorni l’eccezione di incompetenza. Gli stessi oggi hanno anche richiesto sia per Tarantini che per sua moglie Angela Devenuto la conversione della custodia cautelare in carcere in quella di arresti domiciliari. Una richiesta che potrebbe essere accolta in favore della donna, visto che la coppia ha due figlie di due e sette anni, forse già questa sera.