Sembrava ormai certo, ma puntuale è arrivata la smentita. Little Tony, al secolo Antonio Ciacci, che ha passaporto sammarinese e in Italia non ha neanche mai votato, non inizierà la sua militanza politica sul Titano, ora che ha raggiunto le 70 primavere.

La voce è rimbalzata in diversi quotidiani: “Non è detto che alla fine non mi metta a fare politica per il mio Paese. L’idea mi è sempre piaciuta e sarebbe un modo per passare più tempo nella mia San Marino”.

Questa prima dichiarazione d’intenti l’ha raccolta l’11 febbraio il Resto del Carlino. Dopo un primo slancio entusiastico il cantante, cresciuto a Tivoli da genitori sammarinesi, deve aver fatto un passo indietro, informato dei rapporti traballanti che la piccola Repubblica ha con Tremonti: evasione fiscale e riciclaggio di denaro i motivi principali dei dissapori, ma anche l’annosa questione della tassa per i frontalieri.

Alle tirate d’orecchie del ministro delle finanze italiano Little Tony ha risposto: “Non dimentichiamoci che siamo l’antica terra della libertà e abbiamo la nostra indipendenza”. Resta da chiarire che cosa intenda Ciacci per “libertà”.

L’agenzia delle entrate nel 2009 lo accusò di mantenere la residenza a San Marino unicamente per pagare meno tasse. Allora a Little Tony venne chiesto di saldare i conti per 5 anni di irregolarità: Iva, Irap e imposte regionali per 160 mila euro. Lui si difese ricordando con fierezza che la sua famiglia è sammarinese “da sette generazioni”. Nonostante ciò il cantante sul Titano non ha conservato neanche una casa. Fin dagli anni Sessanta, quando viene a trovare i parenti e gli amici, alloggia al Grand Hotel.

Scendo in politica a San Marino: turismo e rapporti con l’Italia, le priorità”. Ci ha riprovato a inizio agosto il ciuffo più famoso del rock italiano, peccato che anche il suo buon amico Gabriele Gatti, ex segretario delle finanze non ne sapesse nulla: “Lui è così – ha commentato – conosco Little Tony da tanti anni, è un entusiasta, e davvero vicino alla sua terra. La ama sinceramente, e appena può la ricorda”. Parole da amico quelle di Gatti, ma di discesa in campo non se ne parla.

A San Marino la situazione politica non è certo delle più stabili. Il governo è caduto 2 anni fa e, ammesso che la débacle non si ripeta, le prossime elezioni si terranno nel 2013. Frattanto dal partito dei socialisti e dei democratici (una specie di Pd locale) si è staccata la fronda dei socialriformisti. Little Tony ha partecipato alla loro festa il 27 luglio, ma “non ha accennato per nulla al suo impegno”, come racconta il leader del partito Paride Andreoli. I due hanno discusso di politica, nulla di più e Andreoli ha le idee chiare sull’apporto effettivo che il cantante potrebbe fornire al Titano, se decidesse di candidarsi: “È solo uno specchietto per le allodole. Prenderà voti, ma non sarà certo lui a risollevare San Marino”.

Con la fine di agosto Little Tony sembra aver archiviato il proposito di far politica. Seccato per il tam tam della notizia ha incaricato il suo manager Bruno Campli di smentire ogni voce e a Facebook ha consegnato un suo messaggio ai “cari concittadini sammarinesi”. “In merito alle notizie riportate su alcuni giornali nei giorni scorsi di una mia entrata in politica nella Repubblica, smentisco di aver fatto alla stampa dichiarazioni politiche ideologiche, ho detto soltanto che se posso fare qualcosa per la nostra amata e più antica Repubblica che io rappresento con orgoglio in tutto il mondo sono ben disposto”.

Nel 1966 usciva il disco 45 giri “Riderà”: Little Tony di profilo sfoggiava un ciuffo degno del suo mito americano Elvis Presley. Lui che fa musica da 50 anni continua a ridersela, anche se con qualche acciacco in più. Non altrettanto è concesso alla sua amata San Marino, ora che l’Italia sembra non aver più voglia di chiudere gli occhi sui maneggi dell’ex paradiso dell’off shore italiano.