Qual è dunque il vostro libro interrotto? Il gioco dell’estate di Saturno, con il quale abbiamo chiesto ai lettori di dirci quale libro non sono mai riusciti a terminare, torna con i risultati. I vostri risultati.

Più di millesettecento lettori di si sono sfogati sul nostro blog per denunciare al mondo quelle palle di libri che non sono mai riusciti a finire! Se lo erano tenuto dentro in molti che Il pendolo di Foucault, come pure Il cimitero di Praga, sono una noia mortale. A Umberto Eco spetta la palma d’oro per la frequenza. Come scrive il lettore “Xelt“, «L’ultimo di Umberto Eco. Ho dovuto tenermi accanto una enciclopedia, per seguire il filo del discorso e capirci qualcosa. Caro Eco, se compro un romanzo – benché serio e impegnato – non è per sostenere il prossimo esame di storia o filosofia o chissà che altro». Ma ci sono anche Il Signore degli Anelli di Tolkien, come anche La montagna incantata di Thomas Mann. Ma anche qualche intoccabile come Gabriel Garcia Márquez. Scrive “Deustype“: «Cent’anni di solitudine di G. G. Márquez, due palle incredibili!!! Grazie per avermi dato la possibilità dopo anni di averlo potuto dire pubblicamente… L’avevo nascosto alla mia fidanzata dell’epoca che me l’aveva consigliato come il libro più bello mai scritto e l’ho trovato di una noia mortale. Mi sono tolto un peso!» E poi ci sono libri “pericolosi”, almeno come ci racconta il lettore “Stefanodinardo“: «Reparto C di Solzenicyn (secondo me porta sfiga: tre volte incominciato a leggere e tre volte fratturato – femore, vertebra e bacino) e Il Signore degli Anelli per tre motivi: pesantezza espressa in kg del libro, pesantezza linguistica e poi ccheppppallestihobbit. Un saluto a tutti dal mio letto (ovviamente per colpa della frattura del bacino ovvero vedi sopra)». Quali altri libri ci saranno? Domani tutte le classifiche, con la pubblicazione dei commenti più divertenti, curiosi e bizzarri che ci avete mandato.

Quali sono i gialli più intriganti in libreria? Andrea Fazioli racconta e analizza i migliori che ci aspettano questo autunno.

E poi due pagine dedicate alla rabbia dei paesi arabi, con i testi di ‘Ala al-Aswani, Ian Buruma, Igiaba Scego e Daniela Padoan.

Inoltre l’arte di Tomaso Montanari, il teatro di Camilla Tagliabue, la musica di Enzo Gentile e il cinema di Gianni Canova. Senza dimenticare la puntura della vespa di Riccardo Chiaberge.