Si scaldano i motori dell’Infedele che lunedì 5 settembre torna in onda su La7 per la sua decima edizione. Una partenza col botto, assicura Gad Lerner, “con tanto di coro che intonerà la nostra sigla, il Magnificat di Bach”. Al di là dei suoni che lo accompagneranno, l’obbiettivo del format sarà raccontare la realtà economica e sociale “con domande scomode e attraverso un linguaggio sobrio, aderente alla vita degli italiani”. Uno stile, secondo Gad, lontano anni luce dai salotti televisivi romani: “Per fortuna redazione e studios sono ‘in periferia’, a Milano. Fuori dalla compagnia di giro degli ospiti, sempre quelli, che invadono i talk show discettando senza particolari competenze di una miriade di argomenti”.

Un modo di fare comunicazione che, oltre dell’Infedele, deve essere il marchio di fabbrica della tv di Telecom, soprattutto alla luce dei nuovi arrivi che ne moltiplicheranno l’offerta. “La sfida della nostra emittente è cambiare il linguaggio della tele-politica”, dice il giornalista che identifica La7 come il canale “più in sintonia con i cambiamenti della realtà, distante anni luce dalla vecchia televisione”. Realtà coincidente anche con i fermenti sociali che, fra referendum e amministrative, hanno caratterizzato la scorsa primavera. “L’infedele – sostiene il conduttore – è il talk che per primo ha dato voce alla ‘primavera di partecipazione’ che ha portato all’elezione al Comune di Milano di Giuliano Pisapia, candidatura giudicata perdente dai più perché esterna alle logiche di palazzo”.

Rispetto al capitolo nuovi arrivi e nuovi programmi, da Piazza Pulita dell’ex Annozero Corrado Formigli a Vieni via con me del tandem Fazio-Saviano, Lerner si dice contentissimo, ma lancia una doppia stoccata: la prima è per Paolo Ruffini: “Noi facciamo La7 e non Rai Tre”, la seconda è per l’amministratore delegato di Telecom Italia Media Giovanni Stella , protagonista della tormentata trattativa con Michele Santoro poi conclusa con un nulla di fatto: “Banani, macachi e soprattutto la metafora di Santoro come una donna nuda stesa sul letto, sono un linguaggio che non appartiene al settimo canale”. Lerner è convinto che se la trattativa con il conduttore di Annozero fosse stata condotta “con più sobrietà, forse le cose sarebbero andate diversamente”.

Insomma se Stella avesse fatto meno proclami, forse l’ex giornalista della Rai sarebbe già arrivato. Comunque mai dire mai, dato che La7, secondo Lerner, “è la destinazione naturale a medio periodo sia per Santoro che per Milena Gabanelli”. E non solo, visto che il “tele-mercato” della rete targata Telecom è tutt’altro che finito.