Nel giorno in cui si conclude il periodo del ramadan e alla vigilia del vertice “Amici della Libia” convocato a Parigi dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, le forze del Consiglio Nazionale di transizione annunciano di aver arrestato Abdul Ati Al-Obeidi, il ministro degli Esteri di Muammar Gheddafi.

Lo ha riferito un giornalista della Reuters, secondo cui Obeidi sarebbe stato trovato dagli insorti ieri mentre si trovava nella sua fattoria a Janzour, un sobborgo di Tripoli. Nei giorni scorsi l’uomo aveva rilasciato una dichiarazione al canale inglese Channel4 in cui ammetteva che il potere del Colonnello si era ormai esaurito, e sosteneva di non essere più in contatto con nessuno degli esponenti del regime. Intanto il Cnt annuncia che farà ritorno nella capitale libica “nel giro di due settimane”. Lo ha confermato il portavoce Abderazay Salem.

Nelle ultime ore la posizione dei ribelli sembra rafforzarsi: uno dei figli del Colonnello, Saadi Gheddafi, si è infatti dichiarato pronto a trattare “per porre fine al bagno di sangue”. Il terzogenito del Colonnello ha precisato di parlare a nome del padre, il quale vorrebbe “avere un ruolo nel futuro governo formato dagli insorti”. Saadi in passato ha giocato anche a calcio in Italia, militando nel Perugia. Nei giorni scorsi aveva smentito alla Cnn di volersi arrendere ai ribelli. A lui, in caso di effettiva resa, gli insorti hanno garantito che non lo uccideranno. Ma dai figli del rais arrivano posizioni contrastanti: un altro figlio, Seif Gheddafi, invita alla resistenza, affermando di trovarsi ancora a Tripoli e rassicurando sulle ottime condizioni di salute “della guida”, riferendosi al padre. “La resistenza continua e la vittoria è vicina”, ha detto il secondogenito del Colonnello, secondo il quale a Sirte ci sono ancora 20mila persone fedeli al regime.

Intanto, oltre che su quello militare, gli insorti si stanno muovendo anche sul fronte politico: hanno annunciato che saranno indette elezioni “entro 18 mesi” sotto il monitoraggio dell’Onu. Ed è pronta anche una bozza di ‘Dichiarazione Costituzionale’, che prevede un governo ad interim incaricato di gestire la transizione, fino all’elezione di un’assemblea di 200 membri (la Conferenza Pubblica Nazionale), che sostituirà il Cnt e dovrà scrivere un altro testo costituzionale, da sottoporre a referendum popolare. Quanto alla forma di Stato, nel documento si parla di una Libia “democratica e indipendente”, basata sul “pluralismo partitico” e nella quale la Sharia, la legge islamica, “e’ la principale fonte di diritto”.

Oggi la Nato ha invece fatto sapere che la no fly zone sui cieli libici potrebbe essere prolungata e mantenuta anche dopo che saranno cessate le ostilità tra gli insorti contro il regime e i miliziani fedeli al Colonnello.