“Non so perché, ma a fare il giro esplorativo dei casini ci andavamo nel tardo pomeriggio del venerdì. Ci andavamo io e due o tre amici e il giro non poteva essere completo, ma insomma era pur sempre una bella esplorazione”. Questo l’affresco di Gianfranco Civolani nel volume ‘A Capocabana’ di una Bologna che fu, quella Bologna dalle tinte gialle e un po’ scolorite che vedeva nei casini, ora ex case chiuse, la sua anima goliardica e godereccia. Ne esistevano tanti, in diverse parti di Bologna, da quelli “più infimi-infami in via delle Oche, via del Falcone, via Valdonica, a quelli un po’ più accoglienti in via Bertiera, vicolo Cattani, via Miramonti, via dell’Unione, via degli Usberti, via San Marcellino”, tutti contraddistinti dal classico via vai di ricconi, militari e giovani alle prime armi. E così quei contorni sfuocati della Bologna in pieni anni Cinquanta sono riaffiorati in una sera d’estate, esattamente il 4 agosto scorso, per riportare nei vicoli e nelle strade, l’atmosfera a luci rosse dei ‘postriboli’.

Un tour quello ‘A luci rosse’, a cura della guida Flavia Pastina, all’interno del calendario di Bologna Estate, che ha visto, tra curiosi e turisti di passaggio, il tutto esaurito. Sarà che le atmosfere di una città del passato incuriosiscono e stuzzicano sempre ciò che i nostri occhi non sono riusciti a vedere, ma quello della città dei casini pare essere riuscita a ridare a Bologna le storie, i miti e le atmosfere che hanno vissuto per anni e anni sotto i portici della città medievale.

Bene, per accontentare la curiosità di chi desidera rivivere storie e leggende di un tempo, Bologna, sulle tracce di quanto già accaduto a Parma e Ferrara nei mesi scorsi, continuerà a stuzzicare la fantasia di tutti con “Bologna magica” a cura di Hermatena, inserita all’interno del cartellone “Bologna Estate”. Tutto pronto quindi per smascherare gli angoli più misteriosi della città di un tempo. Il 7 settembre le vie di Bologna ritorneranno così all’epoca di un Medioevo illecito con “Bologna a luci rosse”, in cui le streghe d’amore, le prostitute, gli eretici irriducibili e i loro simboli saranno unici protagonisti di un’atmosfera fatta di “fuoco di roghi”.

Ripercorrere via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione si tramuterà così nella riscoperta di alberghi e locali che dietro alle loro facciate odierne imponenti nascondono un passato da ‘lupanari’.

Ma non è tutto. Perché l’1, 3, 8, e 10 settembre si riproporrà l’appuntamento con “Ma che strega che sei”, un’occasione per rivivere nei sotterranei del torrente Aposa, le magie delle streghe, condannate per i loro antidoti magici. Musodei by Hermatena in coproduzione con l’associazione Vitruvio daranno voce alle storie delle donne condannate per la loro arte magica, sulle tracce della storia racchiusa ancora nel cuore della città. Per chi invece fosse interessato a un mistero profondo, raccolto tra leggende popolari fantasiose, non verrà deluso: il 6 settembre tornerà l’appuntamento con “Demoni, streghe e vampiri bolognesi”, quando si esploreranno i luoghi inquieti popolati da spiriti maligni in grado di attentare l’ordine sociale della città. Domani, 31 agosto, prenderanno forma i “Misteri dell’alchimia e dell’astrologia per le vie di Bologna”, sulle tracce di scritti inquisiti, di libri proibiti, da Federico II a Dante, fino a giungere alla pratica alchemica nascosta tra i vicoli cittadini.

E dai misteri di codici segreti, si passerà, il 2 settembre alla “Strega, donna, dea… la magia femminile nella Bologna antica” per indagare partendo dal culto di Iside fino alla Madonna Nera, rievocando i tempi della caccia alle streghe e delle donne maledette. Ma non è tutto. Perché tra i meandri di luoghi che celano segreti nascosti, il 5 e il 9 settembre si inserirà una “Bologna X Files: storie paranormali, fatti inspiegabili, e vicende occulte”. Un vero e proprio viaggio dedicato agli eventi soprannaturali, come gli Ufo, il fenomeno della mummificazione o i luoghi di ‘energia’ della città medievale.

Insomma tra i misteri che si nascondono dietro a quei portici antichi, pare siano davvero tante le storie che attendono di essere svelate, per ridare a Bologna un’atmosfera magica, passata ma presente.

di Carmen Pedullà