Tutto ha inizio in via Stalingrado, una delle vie più brutte di Bologna, poi si passa il ponte della tangenziale e si comincia a cercare parcheggio. I più furbi fanno breccia tra le palazzine di Via Ferrarese dove per entrare ci vuole il pass altrimenti gli ausiliari del traffico ti fanno la multa.
No uei, se non possiedi uno scuuter, rimangono due alternative:
1) Parcheggiare vicino al carcere della Dozza
2) Pagare il comodo parcheggio 5 euro
Dopo un’ora sei arrivato e vieni a contatto con i primi umarells che con il loro cartello OFFERTA LIBERA ti mettono subito soggezione e quando prendi il programma della Festa dell’Unità ti senti anche un pò in colpa perchè non gli hai dato niente.
Camminando per le bianche strade capisci subito che anche quest’anno tutto sarà uguale agli anni precedenti, in questo luogo non c’è spazio per la novità anche se il ristorante Indiano sotto il tetto di lamiera ti fa credere che stia cambiando qualcosa.
Per renderti utile ti fermi a un banchetto e firmi nobili ed inutili petizioni contro qualcosa che non ti riguarda d vicino e pensi dove andare a mangiare credendo di risparmiare come succedeva tanto tempo fa.
Mentre cammini sfogli il programma e chiudi subito il comodo libretto tascabile di 400 pagine, tanto lo sai già dove sono i ristoranti, tanto lo sai che sono sempre gli stessi, con gli stessi nomi posizionati nella stessa posizione da decenni e anche quest’anno ci rimani male; nonostante l’impegno ed il calore degli umarells che servono ai tavoli e cucinano pesanti leccornie, il caro euro è  presente anche qui.
Hai maggnato, hai bevuto, ora hai la panza piena, hai speso almeno 20 euro e appesantito vaghi per le vie della festa sapendo benissimo che se andavi a mangiare a casa da tua nonna mangiavi meglio e forse più leggero.
La Festa dell’Unità è anche luogo cultura e nelle baracche pitonate a nuovo, datati personaggi illustri parlano del tuo futuro davanti a platee di 20 persone di mezza età che stanno digerendo la salsiccia il cui odore aleggia in ogni angolo della festa, un pò come l’odore dell’incenso aleggia nelle Chiese pitonate a festa del patrono.
Ti allarghi la cinghia e ascolti scoreggiando in silenzio.
Nel 2011, con la crisi che deve ancora arrivare, non tutti possono permettersi di mangiare al ristorante della Festa dell’Unità, i più votati al risparmio ripiegano allora sulla piadina con la nutella a 5 euro o si accontentano di una birra acquosa servita in pratici bicchieri di plastica da 4 euro e poi via, tutti a visitare gli stend dove mostrano le monovolume, i mobili per la casa, i prodotti per pulire la casa, gli antifurto per la casa, le mattonelle per la casa, gli elettrodomestici per la casa, i prodotti pe r la casa, alchè ti viene in mente che per altri 30 anni devi lavorare per pagarti la casa e ti si corruga la fronte.
Per darti un tono passeggi per la libreria, sfogli distrattamente qualche libro che non comprerai mai, ridi di gusto alle vignette dell’emergente Zap e guardi distrattamente gli egocentrici su un palchetto che si riempiono la bocca e presentano  il loro libro (a proposito, il 7 settembre alle ore 21 ci siamo io e Vasco Rialzo che presentiamo il nostro libro a quattro mani BOLOGNA SENZA VIE DI MEZZO)
Continui la passeggiata tra gli obesi, le braghe corte, i cinni scurzoni con le braghe corte e il gelato, i tineger griffati, i neonati urlanti in braccio all’obeso di turno non griffato con le braghe corte (è solo mezzanotte e mezzo), le coppie di ripiego multirazziali, i balli di gruppo, la salsa, il merenghe, il gezz clebbb, il cleb sardo, il concorso per nuovi talenti di Andrea Mingardi e poi… vuoi non prendere un bigliettino della pesca sognando di vincere una macchinina cevenina?
E come non fermarsi a giocare al tappo e tornare a casa con una piantina che morirà in terrazza per merito della tua incuria?
Si è fatto tardi, decidi di tornare a casa e anche se tutto è uguale agli altri anni, ti perdi e non capisci più dove ti trovi.
Ti succede sempre, ogni anno. Ti chiedi dove hai parcheggiato la macchina, ma non lo sai più, hai un’amnesia totale, ma poichè ti ricordi che due anni prima ti eri perso allo stesso modo, rifai la strada che avevi fatto due anni prima allo stesso modo e torni a casa allo stesso modo.
Prima di addormentarti realizzi che l’estate è finita e provi a farti una ragione sul fatto che l’unica scians di svago bolognese che ti accompagnerà per le prime settimane di settembre è sarà solo la Festa dell’Unità.
Primo cartellino timbrato, lo sai che ci ritornerai e per fortuna che c’è.
Segue autunno lamentoso.
Alla bolognese.