Sono 124 gli ex consiglieri e assessori regionali dell’Emilia Romagna che godono di un vitalizio mensile che varia dai 1100 ai 3670 euro netti.

E’ stato pubblicato dall’agenzia Dire l’elenco completo di tutti coloro che nella Regione usufruiscono di un bonifico mensile di tutto rispetto, solo per aver fatto parte in passato dell’assemblea legislativa di Viale Aldo Moro. Basta un mandato in consiglio regionale per diventarne avente a diritto, a cui va aggiunta le reversibilità per mogli e figli e il cumulo annesso alla pensione.

Una vera manna dal cielo che, se cancellata, permetterebbe di far risparmiare alle casse regionali oltre 4 milioni e 800mila euro solo nel 2011 e oltre 5 milioni previsti per il 2013 a fronte del milione e mezzo di copertura assicurato dal contributo obbligatorio versato dagli attuali consiglieri.

Cifra imponente che l’Assemblea legislativa della Regione ha recentemente tentato di arginare, seguendo le accese richieste di molti indignati cittadini che da parecchi anni ricordano quanto si siano vertiginosamente innalzati i costi della politica. Una montagna che aveva comunque partorito un topolino, perché l’abolizione del versamento a partire dalla prossima legislatura (2015), a cui si è arrivati, non cancella i diritti acquisiti in modo che chi ha già maturato il vitalizio non lo perderà.

E’ il caso del dipietrista Paolo Nanni, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, in questi giorni impegnato nella raccolta firme per l’abolizione dell’ente provincia, fanalino di coda nella classifica resa pubblica oggi con quasi 1100 euro mensili dovuti al suo lavoro di consigliere regionale nell’ottava legislatura dal 2005 al 2009.

All’estremo opposto il modenese Luigi Gilli con quasi 3700 euro mensili. Habitué dell’assemblea legislativa di viale Aldo Moro, Gilli ci è entrato per la prima volta vent’anni fa quando ancora c’era la Dc e lui vi apparteneva, finendo poi assessore con Errani tra il 2005 e il 2010.

Nutrito è il gruppo di chi rimane sopra i 3000 euro mensili: i recenti ex assessori Giovanni Bissoni (3.166 euro) e il ravennate Pier Antonio Rivola (prima Dc poi Ppi) autore di una contestata riforma sull’istruzione (3.655 euro); ma anche nomi illustri come l’ex presidente della regione Lanfranco Turci (3.657 euro) e una schiera di ex Dc, qualcuno ancora oggi Udc, come Natalino Guerra (3.651 euro), Renzo Contini (3.646 euro) e Gianfranco Galletti (3.345 euro)

Non mancano nomi noti del recente e attuale panorama politico come Carlo Monaco, ex braccio destro di Giorgio Guazzaloca e la fedelissima di Casini, Maria Cristina Marri, tutti e due attorno ai 1.320 euro o l’ex assessore al bilancio della giunta Cofferati, Paola Bottoni, nonché signora Zani, con 2.212 euro.

E soprattutto non si fanno differenze a destra come a sinistra: Ugo Mazza e Katia Zanotti ricevono un vitalizio rispettivamente 2.275 euro e 2.329; mentre Stefano Morselli e Gioenzo Renzi viaggiano sui 1.400 euro abbondanti.

Senza dimenticare gli assegni di reversibilità, ben 26, chiesti dai familiari dei consiglieri deceduti. Tra questi la famiglia del defunto consigliere missino Marcello Bignami che percepisce 1.313 euro.

Infine la ciliegina sulla torta, anzi il cioccolatino. La vicepresidente della storica azienda di cioccolata Majani s.p.a., la signora Anna, eletta nel 2000 e fino al 2005, sostituta poi di Delbono nel 2009, dopo che l’uomo del Pd si era candidato a sindaco di Bologna si attesta su una lusinghiera quota di 1.498 euro mensili.

(d.t.)

*aggiornata dalla redazione web il 3/10/2015