Considero un regalo il fatto di sapermi ancora stupire.

La storia è questa. Un ragazzo, un adolescente sui sedici anni che indossa una maglietta con la stampa di un viso. Sono abituato a quelle con il Che, con Mandela e Ghandi ma, altrove, ho visto anche quelle con Padre Pio, il Papa, il Papi. Sono tornate di moda, e per fortuna, quelle con i Beatles e non mancano mai anche quelle con Jagger o altre popstar, poi c’è il merchandising dei cantanti nostrani ma… non avevo mai visto un adolescente indossare la faccia di Gianni Agnelli. Nessuna scritta, nemmeno il nome o una frase, solo la nuova icona.

Questo esemplare della generazione Pokémon all’epoca della dipartita della buonanima doveva avere non più di otto o nove anni, quindi è chiaro che qualcuno deve avergli saputo proporre questo modello con tutto il suo alone mistico né più e né meno come ad altri sono stati proposti personaggi appartenuti ad epoche non loro come appunto i Beatles, il Che o Ghandi, ognuno ne tragga le proprie conclusioni.

E’ singolare però la coincidenza di incontrare questo modello proposto in questo modo proprio nei giorni in cui John Elkann, 35enne nipote e successore designato dell’industriale che fu uno degli uomini più ricchi e potenti al mondo, si esprime al Meeting di Cl a Rimini.

Finora era stato Marchionne a rappresentare gli interessi di famiglia, qualche volta aveva esternato Montezemolo e sempre hanno rivendicato una sorta di ingenerosa mancanza di gratitudine da parte dell’Italia fino al punto di disconoscere tutti gli investimenti e gli incentivi incassati. Soldi nostri naturalmente, che pare non gli siano mai sufficienti per poter tirare avanti, ragion per cui è già stata annunciato l’abbandono del Belpaese.

Ma ci prova, l‘infante di casa, mai morta la fame atavica, gli fa chiedere ancora. Dal palco di Rimini dichiara al plaudente ipercattolico popolo di Cl che dipenderà tutto dalla volontà dell’Italia di voler continuare a produrre automobili. Strano come in Francia, Germania e Gran Bretagna esistano case automobilistiche di diversa proprietà mentre solo in Italia una casa, la Fiat si è mangiata tutte le altre (Lancia, Alfa Romeo, Ferrari, Autobianchi…).

Ho la memoria viva, durante il funerale dell’Avvocato, di un vecchio uomo che a cerimonia terminata in ginocchio davanti alla tomba proruppe in lacrime grate salmodiando in continuità: “Mi ha dato da lavorare per tutta la vita”!

Forse in questo atteggiamento spera il giovane Elkann, forse anche su questo si basano le politiche di Marchionne e Montezemolo… Ma ancora non arrivo a capire il ragazzo che elegge tutto questo a sogno dei sogni, si vede che dai Pokemon non ha imparato niente.

Mai come oggi gli italiani hanno bisogno di princìpi e continuano invece a cercare prìncipi.