Umberto Bossi è sulla linea del Piave nella strenua difesa delle pensioni. Roberto Maroni invece non vuole che venga tolto nemmeno un centesimo agli enti locali, a cominciare dai comuni. E’ plastica la divisione della Lega nord fra “lealisti” al Senatùr e frondisti guidati dal ministro dell’Interno. Non va meglio nella maggioranza che, anche a causa dei distinguo leghisti, fatica a trovare una quadra per le modifiche al testo, divisa com’è fra “frondisti”, “scajoliani e “alemanniani”.

Incontrando i giornalisti al meeting di Comunione e liberazione, Maroni ha ribadito la sua posizione: “Penso che ci sarà, come la Lega ha chiesto, una sostanziale riduzione dei tagli agli enti locali e spero anche un azzeramento soprattutto per quanto riguarda i comuni”. Il ministro, forte del seguito che ha fra i parlamentari padani (circa 30 deputati, sui 59 totali), parla a nome di tutta la Lega. Forse approffitando della temporanea uscita di scena del leader leghista (a casa per essersi fratturato un gomito), non nasconde che la difesa dei comuni sia principalmente un suo pallino: “Ho lavorato in silenzio per raggiungere l’obiettivo, ma mi pare che siamo sulla buona strada”.

E, soprassedendo sulle divisioni all’interno della Lega, annuncia che l’incontro fra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi di lunedì prossimo sarà risolutivo: “L’incontro di lunedì fra Bossi e Berlusconi sarà risolutivo e porterà alla versione definitiva della manovra”.

Porterà anche alla pacificazione definitiva fra i lumbard e il Pdl, così come auspicato nei giorni scorsi sempre da Rimini da Angelino Alfano?

Su questo punto Maroni non si sbottona, ma qualche parziale risposta arriva da via dell’Umiltà a Roma dove è in corso un incontro fra la maggioranza con Alfano e Fabrizio Cicchitto e gli enti locali amministrati dal Pdl. Ed è proprio il capogruppo alla Camera del Pdl a mandare un segnale a Maroni: lo spazio per ridurre i tagli agli enti locali e per salvare i piccoli comuni c’è, a patto che si recuperino risorse. Dove? Cicchitto non ha dubbi: “Ad esempio nell’Iva”. Un’apertura alle posizioni di Maroni e contemporaneamente una porta in faccia (l’ennesima) al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, fra malpancisti e frondisti, vede, giorno dopo giorno, la sua manovra perdere pezzi su pezzi.

Anche la govrnatrice del Lazio Renata Polverini conferma quanto detto da Cicchito: “C’è una importante presa di posizione del Pdl volta a sostenere una rastica riduzione, fino al dimezzamento, dei tagli alle risorse che penalizzano le Regioni e gli Enti locali”. Come? Aumentando l’Iva, come detto dal parlamentare Pdl e intervenendo sulle pensioni. E siamo punto a capo, perché le pensioni, come ha detto Bossi, non si toccano.