“Ingiustificabile”: con questa parola il ministro Sacconi ha liquidato la decisione della Cgil di indire lo sciopero generale per il prossimo 6 settembre. In effetti ha ragione. Il  più grande sindacato  italiano avrebbe potuto esprimersi in ben altro modo. Proviamo a dare qualche suggerimento:

“La Cgil  prende atto con soddisfazione  dei provvedimenti del governo e indice una giornata – a sostegno del governo Berlusconi…”

“La Cgil chiede  a tutti  di lavorare un giorno in più, possibilmente la domenica,  e di devolvere il ricavato al ministro Tremonti, in alternativa di concorrere al pagamento del risarcimento che Berlusconi  dovrà dare alla Cir…”

“La Cgil apprezza la decisione di modificare l’articolo 41 della Costituzione e l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, si augura, tuttavia, che il governo non si faccia condizionare dai conservatori e proceda anche  alla eliminazione  completa dei due testi…”

“La Cgil ritiene ormai un ferro vecchio la festa del primo maggio, per non parlare del 25 aprile, e ne chiede la soppressione. Magari si potrebbero sostituire con due feste religiose indicate dal cardinal Bagnasco…”

“La Cgil auspica che il governo non voglia tener conto delle osservazioni delle opposizioni e respinga al mittente qualsiasi ipotesi di patrimoniale, di supertassa, di azione di contrasto per colpire l’intermediazione mafiosa, provvedimenti demagogici che rischiano di colpire il dinamismo di tante imprese, specie nel settore dello smaltimento dei rifiuti…”

Nessuno  pretende, ovviamente,  che la Cgil prenda alla lettera questi consigli, ma almeno la smetta di opporsi a chi vorrebbe cancellare il conflitto sociale e sbattere fuori il più grande sindacato nazionale: queste posizioni, come ha detto Sacconi, sono ingiustificabili, antiche, antimoderne, e se lo dice chi ha creduto alla favola della nipote di Mubarak c’è davvero da stare sereni per il futuro.

Al contrario di Sacconi, invece, la pensa un folto gruppo di giuristi , di artisti, di giornalisti, di intellettuali che non ci sta proprio a vedere smantellata la Costituzione, che vede un nesso profondo tra la “macelleria sociale e quella costituzionale”, che invita gli italiani a reagire, a promuovere una grande manifestazione nazionale unitaria. Chi avesse voglia, potrà aderire qui o sul sito di Articolo 21. Nel frattempo abbiamo già una prima data : il prossimo 6 settembre, quando si svolgerà lo sciopero generale proclamato dalla Cgil.

Speriamo di essere in tanti  e, dal momento che per il ministro Sacconi non saremo giustificati, ricordiamoci di chiedere l’autorizzazione ai genitori, o a chi ne fa le veci, come era scritto nel vecchio registro di scuola…