Da una parte i buchi di bilancio. Dall’altra le polemiche sui “poteri forti”. Giuliano Pisapia, alla sua decima settimana da sindaco di Milano, proprio nei giorni più caldi dell’estate è alle prese con un attacco a tenaglia. L’ultima sorpresa trovata nei cassetti di Palazzo Marino è un viaggio del Papa a Milano, per il settimo Incontro mondiale delle famiglie (30 maggio-3 giugno 2012). Tema: “La Famiglia: il lavoro e la festa”. Partecipanti previsti: 500 mila (ma c’è chi dice un milione). Il predecessore di Pisapia, Letizia Moratti, prima della sconfitta elettorale aveva assunto impegni con la diocesi ambrosiana: in una sua lettera garantiva di voler mettere a bilancio per l’evento un milione di euro.
“Delibere e carte ufficiali non ne abbiamo trovate”, rispondono i collaboratori di Pisapia. Sanno comunque di non essere in grado di fare altre spese per mantenere le promesse di Donna Letizia. “Siamo già alle prese con gli altri amari lasciti dell’ex sindaco: 186 milioni di buco di bilancio, oltre a circa 300 milioni messi incredibilmente a copertura di spese correnti, benché non ancora incassati”: 120 dovrebbero provenire dalla vendita della quota del Comune nella società Serravalle (autostrade) e 180 dalla futura quotazione in Borsa di Sea (aeroporti).
E se questi soldi non arriveranno? “Se non rispetteremo il patto di stabilità”, spiegano gli uomini che hanno passato l’agosto a capire i veri conti di Milano, “nel bilancio 2012 lo Stato ci taglierà 90 milioni di trasferimenti e avremo l’obbligo di ridurre la spesa di 350 milioni. A quel punto in città sarebbe davvero macelleria sociale”. Per ora, di certo, c’è già il taglio di 100 milioni che sarà provocato dalla manovra correttiva del governo. L’Incontro mondiale delle famiglie comunque nel 2012 si farà. All’insegna della sobrietà, assicurano in Diocesi, senza certe grandiosità viste a Madrid, e nella massima trasparenza, con conti pubblici. Finora, quando si è trattato di viaggi del Papa, cifre sicure non sono mai state fatte. Per le appena terminate Giornate mondiali della gioventù a Madrid si è ipotizzato un costo di circa 50 milioni di euro, oltre a quanto speso dallo Stato per la sicurezza.
Il conto degli eventi a cui partecipa il pontefice è però pagato in parte dalle strutture centrali vaticane e in parte dalla Chiesa che ospita la manifestazione. Per l’Incontro a Milano del 2012, saranno, a Roma, il Pontificio consiglio per la famiglia e, a Milano, la Diocesi. La Regione di Roberto Formigoni ha intanto già garantito 2 milioni di euro. E il Comune di Pisapia? Ha incontrato due volte i rappresentanti della Diocesi e promesso di definire un piano nel prossimo incontro, che si terrà entro la fine d’agosto. Ha proposto di offrire servizi, garantendo l’accoglienza ai partecipanti. Il piano dovrà prevedere l’allestimento di un sito adatto, il sistema dei trasporti, l’ospitalità.
“Ci impegneremo a fare sconti speciali sui mezzi pubblici e convenzioni per gli ospiti”, garantiscono a Palazzo Marino, “ma questo potrebbe addirittura non diventare una spesa, bensì portare soldi nelle casse dell’Atm, l’azienda dei trasporti. Inoltre è evidente che un milione di persone che arrivano, mangiano, bevono, viaggiano, dormono, spendono in città sono un’opportunità per Milano”. Ma dove realizzare l’evento, con il papa e il milione di persone? Il luogo era già stato deciso da Letizia Moratti: l’area Expo. Peccato che dopo tre anni persi dal centrodestra a litigare, oggi quei terreni siano ancora inagibili sterpaglie. Nuova, probabile sede? L’area di Linate. Con un piccolo handicap: bisognerà fermare gli aerei e tenere chiuso l’aeroporto per due, tre o addirittura quattro giorni. Ipotesi alternative: la caserma Perrucchetti di Baggio (soluzione troppo militaresca), o (più scomodo) l’aeroporto turistico di Bresso, a nord di Milano.
In attesa delle decisioni sul viaggio 2012 del Papa, i nervi continuano a essere tesi per la polemica sui “poteri forti”. Ieri Pisapia ha scritto una lettera al Corriere della sera che risponde a una lunga serie di punzecchiature e attacchi, firmati per lo più da uno dei vicedirettori, Giangiacomo Schiavi. “Con il Paese sull’orlo del burrone e un autunno di rincari alle porte, è quasi surreale l’immagine di una giunta che pensa alla nuova collocazione di un quadro, sia pure evocativo e simbolico”, come il Quarto stato di Pellizza da Volpedo. Sarebbero ben altri i problemi da discutere, elenca Schiavi: “L’aumento (esagerato) del biglietto del tram, il ritocco annunciato dell’Irpef, la tassa per le scuole materne e quella di soggiorno, l’ipotesi di far pagare tutte le auto che entrano in centro…”.
L’attacco fin dalle prime settimane non è nel dna del Corriere, che non ha mai rotto una luna di miele con una carica istituzionale di peso, e meno che mai con un sindaco di Milano. Il giornale, del resto, ha tentato di controbilanciare i toni critici di Schiavi con altri interventi, più attenti al “fenomeno Pisapia”, come quelli di Claudio Schirinzi e Dario Di Vico. Ma a complicare le cose è arrivato l’attacco del sindaco di Milano ai “poteri forti”: in un’intervista all’Unità, realizzata da Rinaldo Gianola e titolata con grande rilievo addirittura “Poteri occulti contro di me”. Era il tentativo di Pisapia (che in verità il termine “poteri occulti” non l’ha mai usato) di recuperare un po’ di consenso a sinistra, dopo aver concesso molto a destra e al centro, aver detto qualche no a Nichi Vendola e molti sì (specie sull’Expo) a Formigoni.
È dovuto intervenire un suo autorevole sostenitore della prima ora, Piero Bassetti, per cercare di correggere il tiro, spiegando che ci sono “poteri forti” cattivi e “poteri forti” buoni. Ieri il mite Pisapia ha cercato di chiudere la partita come nel suo stile. Spiegando al Corriere i motivi delle sue scelte, pacatamente e senza alcun tono polemico. E affermando che, sui “poteri forti”, ha sbagliato: “Mi sono espresso male”. Ma se l’agosto milanese è stato caldo, l’autunno promette di non esserlo di meno.
Da Il Fatto Quotidiano del 23 agosto 2011













