Sarebbe stato un treno regionale a perdere quel grosso pezzo di ferro che ha rischiato di far deragliare, alle ore 17 di venerdì 19 agosto, l’Intercity 590 diretto a Milano e proveniente da Salerno. Il bilancio dell’incidente che si è verificato a Castelfranco dell’Emilia, in provincia di Modena, è certamente negativo: otto feriti, un finestrino andato in frantumi e panico nelle centinaia di passeggeri a bordo. Ma il palo metallico che l’Intercity ha trovato sul tragitto avrebbe potuto causare danni ben più gravi, se i macchinisti non avessero azionato con prontezza i freni. Sull’episodio la procura di Modena ha aperto un’inchiesta, se ne occupa il pm Marco Niccolini. La dinamica dell’incidente aveva già fatto pensare all’ipotesi che un altro treno avesse perso un componente.

Oggi quell’ipotesi si consolida e fonti investigative autorevoli ritengono come minimo “assai improbabile” che quel palo sia stato messo sul binario da terzi: a Carpi si trova, sequestrata dalla polizia ferroviaria e messa ai sigilli dalla procura di Modena, proprio la pilotina del regionale 5540 del tipo “Minuetto” che abitualmente fa la tratta Bologna-Carpi e che venerdì è passato sul tratto dell’incidente circa mezzora prima dell’Intercity.

I treni regionali del tipo di quello sequestrato sono considerati dagli operatori del settore treni abbastanza nuovi: furono commissionati da Trenitalia meno di dieci anni fa proprio per sostituire quelli di vecchia generazione. Ci sono forti probabilità che la perdita di un componente del treno sia legata a problemi o inosservanze nei compiti di manutenzione. Per ora le Ferrovie non rilasciano una propria versione ufficiale dell’incidente, “perché ci sono indagini in corso”. Il magistrato intanto ha formulato l’ipotesi di disastro ferroviario colposo e il prossimo passo delle indagini sarà la preparazione di una scheda tecnica, da parte del perito nominato dalla magistratura, riguardante la barra metallica che ha causato l’incidente.

fdb