Le immagini convulse della liberazione di Tripoli con i Kalashnikov dei ribelli che sparano a salve, gli agguati dei cecchini, i carri armati e le corse delle ambulanze non riescono a farmi dimenticare completamente altre immagini, ben diverse, di un agosto di parecchie estati fa. Alla frenesia e alla concitazione attuale – «è fatta, il regime è caduto, il problema ora è Gheddafi, fuga o bagno di sangue» continuano a ripetere i commentatori in tv – si oppone il ricordo di giornate placide e lente passate a girovagare per Tripoli, città mediterranea né bella né brutta, con la sua storica Medina, le moschee, le tante costruzioni dell’epoca coloniale.

Non distante dalla piazza Verde, da ieri piazza dei Martiri, c’era (e mi auguro ci sia ancora) la libreria Dar El Fergiani. Piccola e piena di libri anche in inglese e italiano. Il signor Fergiani amava parlare italiano ed era una fonte preziosa di racconti. Oltre all’immancabile Libro Verde del colonnello, comprai un testo curioso, Ai margini del Sahara, scritto nel 1931 da Carlo Enrico Rava. Il racconto di un viaggio attraverso la Tripolitania di un giovane italiano nell’epoca fascista, scoperte di luoghi e costumi che mi sembrarono lontanissimi, di una Tripoli misteriosa e affascinante.

Un po’ di quell’atmosfera la ritrovai seguendo il battito ritmico di una lynotipe e ritrovandomi in una vecchia tipografia, Print Press 7 October, in una stradina laterale della sharia Primo Settembre. Un luogo rimasto quasi intatto negli anni, i caratteri italiani in piombo ben conservati nelle scatole. E poi la grande piazza Algeria dominata dall’ex cattedrale trasformata in moschea, il palazzo delle Poste, la residenza del governatore ora biblioteca nazionale. La Medina è un luogo magico, in cui perdersi fra moschee, mercati, piccoli negozi.

I bombardamenti degli ultimi mesi hanno colpito duramente la città. Da ieri le bandiere tricolori hanno sostituito quelle verdi della Jamahiriya e i cittadini di Tripoli, come già quelli di Bengasi, Tunisi, Il Cairo vivono le prime esaltanti ore di libertà. Ma per le strade si combatte ancora e il vecchio raìs resiste nel suo bunker. Riuscirà a fuggire o verrà catturato? Gli inviti alla pacificazione verranno ascoltati o ci saranno vendette e ritorsioni? A Tripoli la storia è ancora tutta da vivere.