La Procura di Milano apre un’indagine sugli affari degli amici di Comunione e Liberazione e di Roberto Formigoni emersi dall’inchiesta P3. Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha ricevuto dai pm Capaldo e Sabelli le carte di un procedimento aperto a Roma sugli affari tra Vienord, Hgp e Marco Mazarino De Petro, già condannato in primo grado nello scandalo Oil for food e poi salvato dalla prescrizione in appello. Nell’informativa del Nucleo Valutario della GdF trasmessa a Robledo nel marzo scorso, emerge il ruolo del dg della società Vienord, controllata da Ferrovie Nord, Maurizia Rota, membro di Cl.
Il Fatto aveva già raccontato il versamento di 30mila euro a De Petro come anticipo di una “consulenza” triennale da 450 mila euro, dalla società Hgp di Milano. La società, legata a Flavio Carboni e ad Arcangelo Martino (poi arrestati per la P3) pagava De Petro perché altrimenti non sarebbe riuscita a chiudere l’accordo con Vienord per realizzare “IsolaTua”, un progetto milionario di riqualificazione delle stazioni delle Ferrovie Nord Milano (Fnm).
I Carabinieri del Nucleo Operativo di Roma che indagano sulla P3 scoprono il fatto il 7 settembre 2009, in un fax dell’avvocato milanese, Giuseppe Spagnolo, che a nome di Hgp, sostiene che le Fnm non stanno mantenendo gli impegni. Scrive l’avvocato che la Hgp ha già sborsato 30 mila euro a De Petro e fa riferimento ai 450 mila del contratto. Carboni, quando viene a sapere del fax, si preoccupa e vorrebbe far sparire le tracce: “Eh, ho capito, quello è un reato!”. La notizia fu pubblicata dal Fatto il 10 luglio 2010 quando furono arrestati i protagonisti dello scandalo P3. Una settimana dopo, De Petro si fece intervistare dal Corriere della Sera: “Ho fatto decine di riunioni… sono stato nominato perché godevo della stima”. Ora, grazie al deposito delle carte P3, si scopre il ruolo di Maurizia Rota. Il dg di Vienord, stimata da Formigoni e iscritta a Cl, scambia questi messaggi tra il 26 e il 28 luglio 2008 con Marco Facca, della Hgp. Rota: “MDP è un po’ in ‘ansia’ per contratto. Conto sul fatto che al tuo rientro tu riesca a ’chiudere’ e mandargli in onda primo pagamento entro fine mese. Puoi farcela?”; Facca: “Confesso che non mi sarebbe dispiaciuto chiudere il contratto ed avviare i pagamenti nel momento in cui HGP avesse qualcosa in mano… Ciò detto l’ultimo dei miei desideri è che egli sia in ansia, anche perché ritengo il suo contributo prezioso per la riuscita del progetto. Gli mando oggi stesso bozza del contratto”; Rota: “As you like! Concorda con Mdp tua ipotesi che mi sembra ideale. Se però ti sentissi più tranquillo con tuoi soci, buttami giù un contratto di consulenza che, se progetto non parte pago, viceversa verrebbe riassorbito dallo start up del progetto. Per spiegazioni carta credito: super. Capito tutto come bambina grande!”.
La direttrice di Vienord si offre di stipulare una consulenza per “coprire” le uscite di Hgp. Sul più bello, De Petro scrive alla Rota e propone una riunione: “Lunedì ore 9,15 con ricca colazione e, se necessario, massaggi rigeneratori nel corso della riunione. Dopo entro in conclave. Il Cardinal Rosario”, così si firma Mazarino, spiega la Rota ai pm per ironizzare sul suo cognome (Mazarino) e su una sua barzelletta irresistibile con protagonista un tal Rosario. Nella riunione si parlerà dei 30 mila euro, o meglio, 30K. Scrive la Rota il 21 novembre 2008 a De Petro e ai manager di Hgp: “VA BENE! Confermo LUNEDÌ alle ore 9.15 e, nel contempo, CONFERMO ad Ale (Lezzi, manager Hgp, ndr) di aumentare il BP di 30K nella voce di budget relativo a ‘CONTRIBUZIONE COSTI GENERALI’ a carico di VIENORD! Anche perché, i “massaggi rigeneratori” per gli uomini della terza età (soprattutto se CARDINALI) sono COSTOSISSIMI. Vi aspetto”. Il 12 dicembre 2008 arriva il contratto annuale da 150 mila euro. Doveva durare tre anni ma viene risolto quando salta l’affare che interessava Hgp, l’appalto per le stazioni con web tv e altre amenità. De Petro comunque incassa 30 mila euro, più Iva, da un’altra società del giro Hgp. Fomalmente per altri due incarichi relativi alla Milano-Serravalle e a progetto di parco di divertimenti. L’amministratore di Hgp Massimo Iafisco spiega ai pm che a quei progetti: “De Petro in realtà non ha mai partecipato” e che è stato pagato perché “se non ci fosse stato l’incarico dei 30 mila euro a De Petro, qualcosa avrebbe bloccato il raggiungimento della firma del contratto”.













