Su una cosa almeno il governo afgano e i talebani si sono trovati concordi. Oggi l’Afghanistan celebra il suo giorno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, il 19 luglio del 1919. “Novantadue anni fa, i nostri padri amanti della libertà hanno avuto l’indipendenza grazie all’unità, alla fratellanza e alla grazia di Allah – ha scritto in un comunicato celebrativo il ministro dell’Interno Bismillah Khan Mohammadi – Adesso è nostro dovere trasferire questa indipendenza alle future generazioni”. “Se gli invasori stranieri continueranno con la loro politica di forza, andranno incontro allo stesso destino dei soldati britannici nel 1919”, hanno invece scritto i Talebani in un comunicato di “congratulazioni” alla nazione per la sua indipendenza. E se in varie parti del Paese la celebrazione dell’indipendenza avviene con cerimonie ufficiali e discorsi sull’unità nazionale, nella capitale Kabul sono stati i Talebani a “festeggiare” a modo loro. Tre esplosioni, attorno alle 5,45 ora locale (poco dopo le 2 e mezza di notte in Italia) hanno colpito l’area attorno al British Council. Oltre a quattro attentatori suicidi, sono rimaste uccise nove persone, mentre dodici sono i feriti.

L’Afghanistan non è mai stato parte dell’impero britannico, ma la Corona britannica ha cercato più volte di annetterlo con tre sanguinose e disastrose guerre, la prima nel 1839. Fino a che settanta anni più tardi, con il trattato di Rawalpindi, gli inglesi hanno accettato l’indipendenza del regno guidato dal modernizzatore (anche se a tratti autoritario) re Amanullah Khan, sul trono fino al 1929. L’attentato che i Talebani hanno compiuto nell’anniversario dell’indipendenza ha causato la morte di sei poliziotti afgani, di due netturbini della municipalità di Kabul e di un soldato straneiro. Sono rimasti uccisi anche i quattro attentatori suicidi che hanno portato a termine l’operazione. Altre dodici persone sono rimaste ferite.

Secondo la ricostruzione di Seddiq Seddiqi, portavoce del ministero dell’Interno, poco dopo le esplosioni, un commando di sei o sette guerriglieri ha assalito l’edificio, il cui muro perimetrale era stato danneggiato da una delle esplosioni. Almeno tre guerriglieri sono riusciti a entrare nell’edificio, circondato e isolato dalla polizia e dall’esercito afgano mentre arrivavano anche dei soldati britannici con veicoli blindati. Secondo la polizia di Kabul, i guerriglieri avevano portato armi per resistere almeno un giorno all’interno dell’edificio. La sparatoria è andata avanti fino a mattina inoltrata.

Fonti dell’intelligence britannica, citate dalla Bbc, dicono che dieci minuti prima dell’assalto al British Council, un’altra esplosione è avvenuta nel quartiere di Karte Parwan, nella parte occidentale della capitale, probabilmente come diversivo per lasciare al commando principale più spazio di manovra.

Le fonti di intelligence aggiungo che c’erano informazioni su un imminente attacco nella capitale afgana proprio nel giorno dell’indipendenza, tanto che ieri in diverse zone della città era stata aumentata la presenza di soldati e poliziotti. Ancora una volta, però, è evidente che la guerriglia ha una buona capacità di organizzazione e riesce a far entrare in città sia armi, quello che serve per costruire bombe da affidare agli attentatori suicidi. L’attacco al centro culturale britannico, infatti, è avvenuto tanto con kalashnikov – onnipresenti in Afghanistan – che con lanciarazzi Rpg.

di Joseph Zarlingo