“Caro Sindaco, siamo ad un passaggio decisivo per il futuro delle nostre comunità. Per questo mi rivolgo direttamente a te per chiederti di partecipare ad una grande manifestazione di Sindaci e amministratori dei piccoli Comuni che Anci ha indetto per il giorno 29 agosto a Milano”. Così scrivono il presidente dell’Anci, Osvaldo Napoli, e il coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni, Mauro Guerra, in una lettera inviata a tutti gli amministratori comunali.

L’Anci si scaglia così contro la manovra del governo, che fa passare gli accorpamenti dei piccoli Comuni “come uno dei piatti forti dei tagli ai costi della politica”: il provvedimento più contestato è quello che prevede l’accorpamento dei comuni al di sotto dei 1000 abitanti, con conseguente eliminazione di giunte e consigli comunali. Nella lettera viene precisato che “un consigliere comunale guadagna 17 euro lorde a seduta, mentre un assessore, nei comuni sotto i mille abitanti, percepisce un massimo di 130 euro lorde al mese. Indennità che spesso – dicono Napoli e Guerra – non vengono neppure percepite o che risultano ulteriormente dimezzate quando l’amministratore, come nella maggioranza dei casi per i piccoli comuni, è un lavoratore dipendente”.

Questo sarà l’unico punto all’ordine del giorno del Comitato Direttivo dell’Anci, convocato a Roma in via straordinaria per giovedì 25 agosto. I sindaci poi manifesteranno a Milano (all’Auditorium Gaber di Piazza Duca D’Aosta) il 29 agosto, in concomitanza con il dibattito sulla manovra in Commissione al Senato, e a Perugia il 23 settembre. Per il primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia, “la mobilitazione dell’Anci è una tappa importante per contrastare una manovra che per i Comuni è paragonabile ad uno tsunami”. Solo a Milano il taglio delle risorse ammonta a 100 milioni di euro, che si sommano ai tagli precedenti. Critico anche il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana: “Basterebbe diminuire davvero il costo, da centinaia di migliaia di euro l’anno, di parlamentari e consiglieri regionali, i rimborsi astronomici di chi siede nelle authority per risparmiare molto di più”. “E’ bene ricordare – sottolinea Fontana- che dal 2011 i consiglieri comunali e gli assessori sono già diminuiti del 20%”.