Possibile che in Sicilia sia più facile aprire una superdiscoteca dentro un sito archeologico vincolato che non “collocare” un gazebo su una veranda sul mare? E’ possibile che bastino due firme per aprire questa superdiscoteca e ce ne vogliano almeno più di dieci per autorizzare l’apertura di una finestra o di una veranda sul mare? A vedere quello che in questi giorni di Ferragosto è successo a Favignana, isola capoluogo dell’arcipelago delle Egadi, la risposta è positiva, visto che i due non sono inventati ma veri.

Vivono uno a fianco all’altro, in uno degli angoli più suggestivi dell’isola, nella cosidetta zona di “Cala Cavallo” o anche detta “Scalo Cavallo”, dove c’è un’antica cava di tufo e prima ancora area di insediamento neolitico, con tanto di tombe scavate nella roccia di una necropoli antica di millenni. Il sindaco Lucio Antinoro del Pd, con un po’ di leggerezza, aveva pensato che il sito poteva diventare location di alcune serate estive, cedendo alle lusinghe di un gruppo di imprenditori, palermitani e milanesi, che avevano promesso addirittura di portare sull’isola le telecamere della Rai per dei super eventi.

Imprenditori dello spettacolo e del divertimento importanti arrivati a Favignana lo scorso inverno anche dalla famosa discoteca milanese Old Fashion, seguiti tra maggio e giugno addirittura dal famoso Lele Mora. Nel frattempo sull’isola sono comparsi manifesti pubblicitari della società Rais Sun Dace & Food, a pubblicizzare la discoteca di Scala Cavallo, e un sito internet con l’annuncio “stiamo arrivando”. Tutto questo ancora senza avere una sola autorizzazione. L’unica rilasciata, quella della Regione e del Demanio marittimo è stata solo dello scorso 2 agosto, valevole fino al 17 agosto, in cambio del pagamento di una concessione da 300 euro.

Invece della tre notti è stata festa per una sola notte, quella di Ferragosto (la commissione comunale pubblici spettacoli ha dato assenso solo a una serata), ma c’è da scommettere che il gruppo di imprenditori non ha abbandonato l’idea di impossessarsi del sito. Addirittura era stata chiesta la concessione del sito per 4 anni. Le “raccomandazioni” sembrano essere quelle giuste: dietro tutto ci sarebbero addirittura i migliori amici del premier. Tra quelli che si domandano come sia stato possibile far diventare privato un luogo pubblico segnato su tutte le guide turistiche delle Egadi, c’è l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione, uno dei villeggianti dell’isola. “E’ incredibile – dice – quello che è successo, mi chiedo come sia possibile che nessuno di chi deve vigilare sul territorio si sia accorto di quello che stava accadendo senza nemmeno una autorizzazione rilasciata”.

Allora ci si chiede come sia possibile che in una casa vicina alla cava la Soprintendenza abbia fatto togliere un palo in ferro perché, si dice, violava le norme sulla tutela ambientale, e un’altra ancora attende l’autorizzazione per risistemare un semplice muretto. E ancora, come mai la Capitaneria di porto vieta l’illuminazione delle verande perché, sostiene, possono dare fastidio alla navigazione, mentre nella vicina “cava” si sono piantati in terra tubi di ferro, sia pure provvisori, e installate luci certamente più potenti di quelle che possono illuminare una veranda. Addirittura la Regione per i 15 giorni della concessione avrebbe sospeso vincoli e rimosso divieti dovuti a rischi idrogeologici.

Gli organizzatori, dal canto loro, si sono difesi mostrando i documenti firmati, “carta canta” dicono, “le autorizzazioni le abbiamo tutte”. Tutte proprio no, ne mancava qualcuna, e alla fine si è fatta festa solo per una notte. Grandi assenti però i vip, compreso Lele Mora, detenuto per bancarotta. Ma gli organizzatori smentiscono che c’entrasse qualcosa con loro.

di Rino Giacalone


Riceviamo e pubblichiamo la replica della società Rais

E’ grave che in un momento di crisi del turismo la politica boicotti le iniziative imprenditoriali per difendere l’interesse di pochi amici lanciando false accuse di irregolarità amministrative. Le considerazioni di Forgione sono false e fantasiose come quelle che dietro il Rais ci siano Berlusconi e Lele Mora dal punto di vista gestionale e burocratico. Infatti abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie allo svolgimento della serata e per quanto riguarda l’impatto ambientale abbiamo utilizzato solo materiali naturali ed ecologici. Abbiamo inoltre reso sicuro il sito recintando le parti a strapiombo, e bonificato dal punto di vista igienico-sanitario, rimuovendo a nostre spese detriti e immondizia.

Nell’isola non esistono altre strutture danzanti a norma, ma proliferano le feste in spazi improvvisati, con evidenti rischi per la sicurezza. Forgione che legittimamente aspira a fare il sindaco, dovrebbe concentrarsi su questo e sulle tante villette abusive che insistono attorno allo stesso spazio archeologico e da cui sono arrivate le proteste per il rumore che hanno incontrato la sensibilità del politico. Per l’interesse di pochi non si può screditare e boicottare un’impresa costosa che mira ad incentivare l’attrattività turistica dell’isola.

Paolo Cotino, rappresentante legale della Rais