Negli ultimi due giorni sono almeno 2000 le persone che hanno percorso i 100km che separano il nord Africa da Lampedusa. Tre i dispersi, mentre un barcone con 200 profughi, partiti due giorni fa dalla Libia, è approdato questa mattina nel molo di Cala Pisana dove stava per salpare il traghetto con gli immigrati diretti a Porto Empedocle. Secondo i dati del ministero dell’interno, nel 2003, erano arrivati a Lampedusa 8.800 migranti: un dato che negli anni è andato crescendo (ad eccezione del 2007 con 11.749 profughi), arrivando nel 2011 a superare quota 40.000. Come ha riferito alla Camera lo scorso 3 agosto il sottosegretario all’Interno, Sonia Viale, “dall’inizio di quest’anno sono complessivamente sbarcati nelle isole Pelagie 44.639 immigrati, rispetto ai 205 dello stesso periodo dell’anno precedente”.

Per chi arriva dall’Africa, Lampedusa è la porta d’ingresso all’Europa. E in effetti, una porta simbolica, c’è veramente nella parte meridionale dell’isola. È quella realizzata da Mimmo Paladino nel 2008 per commemorare i migranti morti in mare, nel tentativo di raggiungere il nostro continente. Per l’ultimo episodio, che ha portato alla morte di 25 persone, i sei presunti scafisti del barcone sono stati portati nel carcere di Agrigento: su due pende l’accusa di omicidio. Le immagini dei cadaveri, avvolti nei teli blu e adagiati sul molo, hanno però fatto il giro del mondo: un biglietto da visita difficile da gestire per l’isola, che quando non deve affrontare un numero consistente di sbarchi, cerca di riprendersi i turisti ormai spaventati dalle notizie dei tg. Per i turisti non è nemmeno così conveniente raggiungere l’isola: un biglietto di sola andata, ad agosto e settembre, da Milano costa in media 200 euro, 150 da Roma. Le tariffe scontate, a partire da 39 euro, che il ministro Brambilla prometteva pochi mesi fa per rilanciare il turismo dell’isola, sono invece quasi introvabili.

A poco sono serviti sia gli spot istituzionali, in onda sulle reti Rai da aprile, sia le immagini dei tanti i personaggi noti che sono passati a Lampedusa. Da Berlusconi, che aveva annunciato di aver comprato casa a Lampedusa, a Bersani, da Angelina Jolie ai cantanti che arrivano ogni fine settembre per la manifestazione organizzata da Claudio Baglioni, O’ Scià. Ma quando i riflettori si spengono, restano i problemi tipici di un’isola che vive di pesca e di turismo. I ragazzi dell’isola possono frequentare solo il liceo scientifico: come confida una docente “il livello è piuttosto basso e il tasso di abbandono elevato”. Non c’è un istituto professionale, un istituto alberghiero che formi il personale per ristoranti e hotel, né una scuola navale.

Alcune iniziative di privati si fanno spazio: il gruppo “Alternativa Giovani” sta cercando di riaprire una radio locale, radio delta, mentre un’agenzia di comunicazione del luogo ha creato Lampedusa Day by day, un sito internet su cui vengono caricati, per tutto il mese di agosto, video promozionali di Lampedusa, che coinvolgono turisti e residenti.

Qualcosa si muove, in attesa delle decisioni della politica. “In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani” aveva detto ad aprile il premier nel pieno dell’emergenza. Oggi l’emergenza forse non c’è, ma nemmeno un piano per l’isola.

di Francesca Martelli