Colpirà soprattutto il nord Italia il contributo di solidarietà introdotto nella manovra correttiva. La Cgia di Mestre ha calcolato che la regione più “generosa” verso l’Erario sarà la Lombardia, dove sono 132.316 le persone fisiche che dichiarano più di 90.000 euro. Per questo, sul gettito complessivo previsto (3,8 miliardi di euro in tre anni), la Lombardia dovrebbe versare quasi 780 milioni di euro (pari al 20,43% del totale).

A seguire il Lazio, con 389 milioni (pari al 10,19% del totale) e il Veneto, con 343,6 milioni (pari al 9%). Dati che emergono dall’analisi della distribuzione regionale dei contribuenti del 2008, resa nota dal ministero delle Finanze.

Complessivamente dalle regioni del nord Italia arriverà quindi il 54,59% del gettito totale (pari a 2,08 miliardi); da quelle del centro il 21,12% (pari a 806,3 miliardi) e dal Sud 927,1 miliardi (pari a 24,29%).

In coda alla classifica dei soggetti Irpef che dichiarano un reddito superiore ai 90.000 euro ci sono gli abitanti di Basilicata, Molise e Valle D’Aosta (1.178 contribuenti). Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, “in linea teorica è giusto che in questa situazione drammatica ai contribuenti più ricchi si chieda uno sforzo fiscale maggiore. Tuttavia, con questa misura vengono colpite le persone fisiche già conosciute al fisco e che già oggi versano allo Stato una pressione fiscale reale ben superiore al 50%. Mentre chi è completamente sconosciuto al fisco ancora una volta la fa franca, in barba a qualsiasi principio di equità e giustizia sociale”.