Associazioni dei consumatori contro autorità di controllo della Borsa. A dichiarare guerra alla Consob sono Adusbef e Federconsumatori che, come scrivono in una nota i rispettivi presidenti Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, “hanno monitorato i movimenti di Borsa e sui Btp avvenuti dall’11 luglio 2011 e, qualora dovessero avere un parere positivo dai loro uffici legali, non esiteranno a citare in giudizio in sede civile la Consob per omessa vigilanza con una formidabile class action, la cui inerzia ha prodotto danni enormi ai piccoli risparmiatori ed azionisti, il cosiddetto ‘parco buoi’ e vantaggi enormi agli speculatori”.

Insomma, secondo l’accusa delle associazioni di consumatori, la Consob non avrebbe vigilato a sufficienza permettendo di fatto una maggiore speculazione sul mercato italiano. “Di fronte alle richieste ufficiali inoltrate da Adusbef e Federcosumatori l’11 luglio 2011 di vietare tutte le vendite allo scoperto per calmierare la speculazione sui mercati, che hanno generato cadute rovinose di titoli di Stato ed azioni, il presidente Giuseppe Vegas ha assecondato i desiderata di banche e società finanziarie le quali, dopo aver ottenuto dall’Europa un forte annacquamento delle regole contabili del loro attivo, e dal governo italiano un’esenzione dalla contabilizzazione delle perdite sui titoli di Stato, hanno avuto dalle autorità dei principali Paesi europei la proibizione delle vendite allo scoperto, quasi esclusivamente sui titoli bancari”.

Le associazioni “che avevano ufficialmente chiesto alla Consob un provvedimento urgente per vietare le vendite allo scoperto, suffragate anche dalla reazione dei mercati che in data 12 agosto hanno subito un considerevole recupero dopo il divieto dello short selling, con effetto immediato coordinato tra Roma, Parigi, Bruxelles e Madrid, hanno chiesto ai propri uffici legali di valutare le responsabilità della commissione per omessa vigilanza”. Questo anche “a fronte dell’attacco speculativo all’Italia, che sarebbe continuato perché le decisioni prese il 10 luglio dalla Consob di comunicare vendite allo scoperto pari allo 0,2 %,erano assolutamente insufficienti”.