Scandaloso quello che sta accadendo in Italia. C’è una crisi formidabile, determinata dai mercati nel segno del pensiero unico del liberismo, e nel nostro Paese questa crisi è resa ancora più grave da una classe politica imbelle e corrotta tanto quanto arcaico, inadeguato e familistico è il sistema capitalistico italiano, e le soluzioni proposte per uscire dalla crisi restano nel segno del liberismo più selvaggio e del più bieco monetarismo: ancora minori garanzie costituzionali, meno diritti, privatizzazioni.

E’ davvero uno scandalo di proporzioni gigantesche e una vera e propria aggressione agli italiani condotta dall’intera classe dirigente del Paese e non solo quella politica ma anche quella economica con la connivenza di tutte le istituzioni. Qualcuno, del resto, prima o poi, dovrà spiegare cosa c’entrano per risolvere la crisi gli articoli 41 e 81 della Costituzione, cosa c’entra l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Qualcuno, se non è una grottesca barzelletta, dovrà pur spiegare perché per uscire dalla crisi occorre abrogare le festività laiche (guarda un po’, quelle democratiche: la Liberazione, il primo maggio, la festa della Repubblica) mentre non si mette in discussione la sfilza di santi e santuzze con le loro processioni di giorni e giorni che “infestano” l’Italia dalle Alpi al Canale di Sicilia. Ma tant’è…! Insomma nessuno che dica che bisogna cambiare radicalmente ricetta e che il liberismo è la causa di questa crisi epocale. Invece la crisi la devono continuare a pagare sanguinosamente – altro che il “cuore che gronda sangue” di Silvio – pensionati, lavoratori, studenti, ricercatori, insegnanti e tutti i più deboli che hanno bisogno dell’aiuto dello Stato con i servizi sociali che questo dovrebbe erogare.

Ma la cosa ripugnante è che ipocritamente da nessuna parte si invoca l’introduzione di misure senza che si introduca una sola misura di moralizzazione contro il dato strutturale della corruzione e del sistema affaristico, fatto del perverso intreccio di politica e imprese (e sovente di criminalità organizzata), che inquina proprio quel libero mercato per cui le relative vestali (Fmi, Bce, ecc.) stanno stracciandosi le vesti.

Una domanda infine, lo so, politicamente non troppo corretta, anzi impopolare visti i tempi e la sagace propaganda: mi chiedo, perdonatemi, perché dal Quirinale vengano sempre appelli ai buoni sentimenti, alla coesione, alla concordia, senza un riferimento a quanti oggi trascinano nella disperazione e nella sofferenza la vita propria e della loro famiglia, nell’illusione di essere ancora parte di uno Stato democratico. Perché la più alta carica repubblicana che sta smazzando questa fase politica non spinge verso una … stavo per dire maggiore equità, ma verità vuole che si dica una minore ferocia verso gli italiani più bisognosi. Ho la netta sensazione, mi piacerebbe che qualcuno ne scrivesse, che, piuttosto che andare ad elezioni anticipate con la possibilità di regalare un governo politicamente forte, sia assai più funzionale un governo delegittimato, anzi un vero e proprio cadavere, come quello attuale per condurre questa feroce ristrutturazione capitalistica.