Nei giorni scorsi Vasco Rossi ha parlato, tramite Facebook, del suo stato di salute e, in particolare, di una sindrome depressiva che lo avrebbe colpito negli ultimi anni. Ha ringraziato i medici che lo stanno curando e spiegato che l’uso di alcuni farmaci, assieme a interventi psicologici, lo stanno aiutando a risolvere positivamente il suo malessere.

Questo “outing” è lodevole perché sdogana agli occhi di molte persone la malattia psicologica come un evento che nella vita può capitare, che può colpire persone intelligenti, creative e di grande successo. Insomma non è qualcosa di cui ci si debba vergognare come espressione di scarsa capacità o volontà.

Purtroppo l’immagine sociale della sofferenza psichica è ancora intrisa di pregiudizi per cui chi ne viene colpito tende a nascondere i suoi problemi per non essere deriso, emarginato o perdere di credibilità. L’elemento di maggior rischio è la frequente possibilità che la persona sofferente non voglia ammettere, neppure con se stesso, questa difficoltà e rifiuti ogni cura. In questi casi il malessere progressivamente tende a peggiorare e a condizionarne l’operato.

Come medico esperto di problemi psichici mi chiedo se coloro che ci governano abbiano il coraggio di riconoscere le proprie difficoltà, accettare l’aiuto medico e soprattutto calibrare il proprio impegno in relazione allo stato di salute psichica? Se una persona con una gamba rotta non può camminare anche una persona depressa o sofferente non deve, temporaneamente, svolgere funzioni di governo di una società complessa.

Dalla lettura dei giornali negli ultimi anni emergono elementi che rendono questo interrogativo particolarmente attuale:

– la ex moglie del presidente del Consiglio dice che “dovrebbe farsi curare”;

– deputati, senatori e ministri affermano in alcune circostanze che il loro collega “è un cretino, non capisce, è rimbambito, deve essere interdetto, è un caso psichiatrico”;

– personaggi di vario spessore politico si addormentano in varie occasioni e affermano di dormire solo poche ore a notte (nota: uno dei primi sintomi di varie malattie psicologiche è l’insonnia);

– ministri e onorevoli, a dispetto del proprio alto ruolo, esplodono in atteggiamenti aggressivi pubblici sia a parole “siete l’Italia peggiore” “non capite nulla” “siete tutti cretini” sia nei fatti con calci e pugni (nota: il mancato controllo degli impulsi e l’esplosività della rabbia sono segnali di sofferenza);

– resoconti di serate, che appaiono sulla stampa, appalesano comportamenti al limite della perversione sessuale;

– molti commentatori politici affermano che i governanti negli ultimi mesi non hanno una visione strategica, sembrano inerti, incapaci di prendere decisioni, affermano oggi quello che immancabilmente smentiranno domani, vengono diretti da enti esterni quali l’Europa o le parti sociali (nota: l’abulia, l’incapacità decisionale sono espressioni di malessere).

Si potrebbe obbiettare che lo stato di salute psichica dei nostri governanti è “affar loro e tutelato dalla privacy”. Qualcuno potrebbe affermare che porsi l’interrogativo riguardo alla salute psichica dei governanti è espressione di pregiudizio verso tali patologie. Ritengo che, per sconfiggere il pregiudizio, occorra rendere trasparente la situazione in cui una persona è ansiosa o depressa e accettare che temporaneamente, come in ogni cura, sia necessario astenersi dallo svolgere attività.

In un frangente particolarmente delicato e difficile, da un punto di vista economico e sociale come quello che stiamo attraversando, avere alla guida del paese governanti con difficoltà psichiche potrebbe essere una iattura. Nella storia ci sono episodi in cui la patologia dei governati ha inciso sul corso di eventi drammatici. Ricordiamo come esempi più eclatanti la paranoia di Hitler coi suoi influssi sulla guerra o la fase iniziale di demenza di Roosevelt che condizionò, secondo alcuni storici, gli accordi post bellici.

Nel caso di un grande cantautore come Vasco Rossi possiamo ritenere che un travaglio emotivo e gli scossoni di una malattia possano ancora di più affinare la sua sensibilità e farlo maturare da un punto di vista artistico senza conseguenze per altre persone. Nel caso di sofferenze psichiche, non riconosciute e curate, nei governanti, purtroppo, le conseguenze sarebbero scontate da tutti.