All’inizio fu la Rivoluzione Verde iraniana. Successivamente dal Marocco allo Yemen, dalla Tunisia all’Egitto, si è assistito a un mondo che comunica il suo dissenso attraverso la Rete grazie ai vari social network. Migliaia di giovani che hanno preso l’impegno di rafforzare il tam tam di notizie per raggiungere più persone possibili, le bacheche dei vari Facebook e Twitter colme di racconti di cortei, di paura, spari, grida, ronzii di elicotteri, ma anche di tanta solidarietà e coraggio.

Come la “Primavera Araba” sia diventata una rivoluzione dotata dei caratteri dell’evoluzione è narrato in “Non ho più paura – Tunisi il diario di una rivolta” (edito da Gremese, 160 pagg., 12,90 euro) in cui gli autori Francesca Russo (antropologa) e Simone Santi (economista) che vivono e lavorano in Tunisia da vari anni, tentano di spiegare perché la miccia sia scoppiata proprio il 14 gennaio 2011, perché il gesto di un venditore ambulante, immolatosi per rivendicare la propria dignità abbia dato il via a un cambiamento che è riuscito a influenzare l’intera Regione, mentre qualche mese prima la disperazione analoga di un altro giovane non aveva sortito alcun effetto.

L’idea di scrivere questo libro, raccontano gli autori, è nata dopo un breve rimpatrio in Italia e per la sorpresa e rabbia nei confronti delle analisi approssimative che venivano fatte sulla rivoluzione tunisina, considerata come una “rivolta del pane” sminuendo l’orgoglio e il coraggio di chi è sceso in piazza al grido “A pane e acqua, ma senza Ben Ali!”. Questo libro ha il desiderio di restituire una prospettiva diversa, quella vissuta in prima linea dai veri protagonisti di questa Rivoluzione-Evoluzione. Partendo dal racconto della situazione tunisina prima della vittoria della rivoluzione, caratterizzata dell’opulenza nella quale viveva la famiglia di Ben Ali, dalle limitazioni dei diritti civili e di espressione, dei messaggi “errore 404” che comparivano ogni qualvolta un utente tentasse di accedere a Youtube, “Non ho più paura” rappresenta la ricomposizione dei tasselli di un mosaico che troppo in fretta sono stati sparsi alla rinfusa. Non si possono capire, infatti, i trenta giorni della Rivoluzione Tunisina senza un quadro d’insieme di ciò che è stata la Tunisia nei 30 anni precedenti…

Il racconto si basa su centinaia di lettere, messaggi e commenti scambiati su Facebook, la piazza virtuale in cui esprimere il proprio dissenso, oltre che su interviste e lunghe chiacchierate con i maggiori protagonisti della rivoluzione (registi, attivisti, studenti e blogger). Un libro avvincente grazie al quale farsi un’idea di come diventare dei moderni rivoluzionari.
Parte del ricavato dalla vendita del libro verrà devoluto al progetto Colors, che sostiene l’integrazione di bambini tunisini e di altre comunità di immigrati in Italia attraverso lo sport.

Non ho più paura – Tunisi il diario di una rivolta
di Francesca Russo e Simone Santi
Gremese edizioni, 160 pagg., 12,90 euro