La reazione è stata unanime. Anche molti “innocentisti”, coloro che rimangono scettici di fronte alle condanne definitive inflitte agli esecutori materiali della strage alla stazione di Bologna, hanno avuto parole di sostegno nei confronti di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto 1980. I commenti non hanno infatti lasciato alcuno spazio all’accusa che gli ha rivolto il deputato del Pdl Fabio Garagnani, che ha presentato contro di lui un esposto per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Sulla pagina Facebook del presidente dell’associazione vittime molti sono stati i messaggi di solidarietà. C’è chi scrive “io ci sono e sto dalla tua parte, con assoluta solidarietà” e chi lo ringrazia per “per l’esempio che dai”. E c’è anche chi, come il giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, che a lungo si è occupato di stragi, terrorismo e segreti di Stato di natura varia, lancia un invito: “Il Pdl denuncia Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna. Inviamo mail al Pdl di Bologna con sopra scritto una sola risposta: vergogna”.

Sembra una mobilitazione civile. È probabilmente lo è. Lo scrittore Carmelo Pecora – che in passato ha firmato romanzi incentrati sulle figure dello statista Dc ucciso il 9 maggio 1978 dalle Br Aldo Moro, dell’attivista antimafia assassinato a Cinisi lo stesso giorno Peppino Impastato e sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980 – afferma: “Vedo che certi personaggi non perdono tempo per polemizzare ed intimidirti”. E a fronte dei più volte riportati “non sei solo, forza”, alcuni utenti si ricollegano a fatti storici precedenti alla strage del 2 agosto 1980. Per esempio non manca chi ricorda che “anche le vittime del ventennio fascista erano accusate di sovversione. Il fascismo in realtà non è mai tramontato perché ancora oggi c’è chi lo alimenta. Non fatevi intimorire”.

Carlo Gubitosa, giornalista e fondatore dell’associazione telematica per la pace Peacelink (associazione che ha condotto diverse inchieste, come quella su traffici d’armi e sull’Ilva di Taranto, denunciando tra le prime condizioni di lavoro e rischi ambientali, oltre che per la salute dei dipendenti), vorrebbe una risposta dalle istituzioni. “Il Pdl bolognese ha dimostrato con questo atto tutto il suo spessore culturale, umano e politico. Solidarietà a Paolo Bolognesi, aspetto di sentire cosa dirà Virginio Merola”, riferendosi al sindaco di Bologna. Il quale, già alla vigilia della commemorazione della strage e della precedente polemica innescata da Garagnani (la richiesta dell’esercito in piazza il 2 agosto per prevenire presunti pericolo all’ordine pubblico) aveva bollato queste uscite come “un’offesa alla città e alla nazione”, oltre che alle vittime.

Infine Mario Adinolfi, il giornalista citato da Paolo Bolognesi nel suo discorso del 2 agosto scorso per l’articolo che scrisse sulla strage e per le intimidazioni subite a causa di esso, ha invitato i suoi lettori a prendersi “dieci minuti”. Aggiungendo: “Ascoltatevi Paolo Bolognesi perché sono parole che non sentite mai pronunciare da nessuno, parole di verità e sete di giustizia […]. Per gli esecutori della strage di Bologna con sentenza passata in giudicato, in questi giorni neanche una parola di condanna ma la solita pagina agiografica”.