1 Agosto 2011, Cinisi (Palermo), ore 22.30. Gli Aretuska (con una buona oretta di ritardo) escono dai camerini e si dirigono verso il palco. Tutti sorridenti, carichi di energia positiva. Esce anche Roy, mi vede, si ferma a scambiare quattro chiacchiere e poi via sul palco. Ancora qualche minuto perché un presentatore (inutile, a mio avviso) vuole fare da scaldapubblico ma non ci riesce. Per fortuna lo strazio dura pochi secondi e lo spettacolo può cominciare.

Roy non risparmia frecciate ai politici italiani e ai personaggi dello star-system e insieme a Cico carica il pubblico di “paci e amuri”. Meraviglioso e toccante il momento in cui proprio Cico (visibilmente emozionato), con la complicità di Manu Pagliara alla chitarra, canta “Redemption song” di Bob Marley. Il fratello africano ringrazia e il ritmo riprende. I groove di “Jah-Sazzah” Azzaro alla batteria e “Mike” Minerva al basso (insieme a Manu alla chitarra e Filippo Fratangeli alle tastiere) fanno saltellare tutti. La sezione fiati (Massimo, Giorgio e Gaetano) è instancabile e non smette mai di fare coreografie. Lo spettacolo continua e i ragazzi del service meritano un plauso perché il suono è spettacolare. Aspettiamo anche la versione di “Nuntereggae più” ma proprio sul più bello, uno sbalzo di corrente guasta l’intero impianto audio/luci.

Roy chiede di fare silenzio alla piazza e spiega (ovviamente senza microfono) che purtroppo non si può andare avanti con il concerto. Ovviamente il pubblico non gradisce ma uno spettatore grida: “Suonate i fiati e basta!”. Roy non se lo fa dire due volte, raggruppa gli Aretuska e, dopo aver smontato la batteria ed averla “suddivisa” tra gli elementi della band, ecco un improvvisato “unplugged”.

Quindici minuti durante i quali la gente canta, balla e salta senza mai fermarsi. C’è tempo anche per Cico e Roy per fare crowd surfing per poi ricominciare a suonare “senza la spina” brani come “Toda joia toda beleza”, “Ciuri ciuri”, “Bella ciao” e simpatici cori da stadio riprendendo canzoni come “O mamma mamma mamma” e “Seven Nation Army”.

Onestamente non so quanti altri artisti avrebbero regalato un’emozione simile ai propri spettatori.

Roy Paci & Aretuska sono andati oltre, dimostrando che l’amore e la musica non si fermano davanti a nulla.

di Tony Troja