“Siamo alle comiche”. È sintetico, quasi telegrafico, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci nel commentare la proposta di aprire una sede del ministero del Turismo in Romagna, lanciata da Roberto Calderoli dal palco della festa della lega a Marina di Ravenna. Poche parole che chiudono la porta del proprio comune a qualsiasi ipotesi di decentramento: “Dopo la farsa di Monza, ci manca solo un ministero a Marina”.

A pochi giorni dall’insediamento degli uffici dei ministeri delle Riforme, della Semplificazione, del Turismo e dell’Economia a Monza, le dichiarazioni di Calderoli riaccendono le polemiche e alimentano i malumori tra i sindaci romagnoli. Che non sembrano particolarmente interessati ai progetti del Carroccio: “Siamo alle comiche finali. I ministeri devono stare a Roma” ha ribadito Matteucci.  Prima di lui, già l’attuale sindaco di Rimini Andrea Gnassi aveva accolto con scetticismo l’idea di candidare la sua città, liquidandola come una “boutade” del centrodestra.

La Lega però non demorde. Secondo il ministro le città romagnole, e tra queste, perché no, anche Marina di Ravenna, sarebbero candidate perfette per ospitare una sede di rappresentanza del Ministero del Turismo. : “Niente di nuovo – ha sottolineato il deputato e segretario della Lega Nord Romagna Gianluca Pini–   già mesi fa io indicai Rimini come città ideale per ospitare gli uffici del ministero. Ma  anche Cesenatico o Ravenna andrebbero benissimo”. Ma il ministro Michela Brambilla sembra aver preferito Monza. “Bisognerebbe spiegarle che la Romagna ha il primo comparto turistico per presenze e fatturato – ha commentato il deputato del Carroccio  – la sua è una scelta incongrua. Forse si è dimenticata da dove arrivano i suoi voti, visto che è stata eletta nella circoscrizione dell’Emilia Romagna”.  Per Pini si tratterebbe di uffici ministeriali a costo zero: “Basterebbe che qualche sindaco mettesse a disposizione delle stanze inutilizzate dei propri immobili”. Anzi, “visto che si tratta di un ministero senza portafoglio si potrebbe pensare non solo a una rappresentanza decentrata, ma a portare in Romagna la sede vera e propria”.

Ma nei piani della Lega non compare solo la Romagna . Il Carroccio punta anche a ovest, al cuore Emilia.  Appena due giorni fa, in piazza a Salsomaggiore, Umberto Bossi  si è fatto promotore della delocalizzazione della macchina dello Stato in terra rossa: “Se a Bologna o in Emilia ci fosse il ministero dell’Agricoltura forse andrebbe meglio, perché qui ci sono gli agricoltori”. Nonostante i rilievi di incostituzionalità espressi dal presidente Giorgio Napolitano, il leader del Carroccio è tornato a difendere la scelta di decentrare i ministeri. “A Roma lasciamo le gambe, ma la testa deve stare vicino a dove sono le imprese”.