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Egitto, fondamentalisti in piazza Tahrir Il futuro conteso tra religiosi e laici

Al Cairo, i salafiti inneggiano alla sharia nel luogo simbolo della rivolta. Accanto a loro, i Fratelli musulmani. Per il dopo Mubarak, si apre la partita tra liberal e ultrà islamici. Primo passo verso le elezioni il 30 settembre, con la presentazione della candidature

Sin dalle prime ore dell’alba decine di migliaia di persone si sono riunite in Piazza Tahrir per partecipare al “Venerdì del volere popolare e del fronte unito”. La manifestazione si è rivelata uno show delle forze ultraconservatrici dei musulmani salafiti, che hanno intonato slogan come “Stato islamico, Stato islamico!” “Non c’è altro dio che Allah” e “Cosa ti ha fatto Allah perché tu rifiuti la Shari’a?”. La Shari’a è la legge divina stabilita dal Corano e dalla Sunna, cioè gli atti e i detti di Maometto. Alcuni manifestanti hanno sventolato le bandiere verdi, da centinaia di anni simbolo dell’Islam. Come si vede nel video girato stamattina e pubblicato su Youtube, c’erano cartelli con la scritta “L’Islam è la nostra identità”.

Anche i Fratelli Musulmani, che sono la forza politica più organizzata dell’Egitto, e altri gruppi islamici minori, che finora erano stati lontani dalle piazze, hanno partecipato alla manifestazione. La protesta, la più grande da quelle del febbraio scorso, è parte dello sforzo dei partiti politici di mostrare un fronte unito. Per questo hanno concordato un insieme di richieste che includono la fine dei processi militari per i civili, la giustizia per le famiglie di quelli uccisi durante la rivoluzione, l’aumento del minimo salariale e la garanzia di processi rapidi per i funzionari governativi sotto Mubarak. Chiedendo l’implementazione della legge islamica, i salafiti sono stati accusati di aver violato l’accordo di avere una manifestazione compatta e libera da divisioni.

La partecipazione delle forze islamiche più conservatrici mostra che l’incrinatura fra loro e gli attivisti liberali si sta allargando. Alcuni gruppi religiosi hanno fatto sfilare i loro membri in piazza. Tutti questi gruppi si oppongono all’adozione di un insieme di linee guida per la stesura di una nuova costituzione per rimpiazzare quella ad interim adottata il 30 marzo 2011 dal Consiglio supremo delle Forze armate dopo le dimissioni di Mubarak.

I partiti liberali hanno approvato un provvedimento per stabilire le linee guida al fine di limitare un’influenza islamica forte, se i gruppi politici religiosi vincessero molti seggi in Parlamento – che al momento è sciolto – e il Consiglio supremo delle Forze armate ha accettato il provvedimento. Il processo elettorale per l’elezione del Parlamento avrà inizio il 30 settembre con la presentazione delle candidature e la compilazione dei registri elettorali. Nei mesi seguenti dovrebbe svolgersi un referendum costituzionale e, infine, le elezioni presidenziali, che dovrebbero segnare l’ultima tappa della transizione del potere dai militari all’autorità civile.

I partiti islamici si oppongono al provvedimento perché affermano che nessuno dovrebbe limitare il diritto del nuovo parlamento di supervisionare il processo di stesura della Costituzione. I membri dei Fratelli Musulmani oggi non hanno pubblicamente manifestato il disaccordo per rispettare il patto di avere una manifestazione unita, mentre i gruppi salafiti avrebbero violato l’accordo con protesta pubblica.

La manifestazione è stata fatta il giorno dopo che il ministro della Giustizia Mohamed Abdel Aziz Ibrahim El-Gendy ha dichiarato che Hosni Mubarak, insieme ai suoi due figli maschi, il suo ex capo della sicurezza e altre sette persone, saranno giudicati al Cairo International Convention Center. Mubarak, l’ex ministro degli Interni Habib Ibrahim el-Adly e sei alti dirigenti di polizia sono accusati di aver ordinato l’uso di violenza letale contro i manifestanti. Se venissero riconosciuti colpevoli, gli otto accusati potrebbero essere condannati a morte. L’ex presidente e i figli sono anche accusati di corruzione.

L’annuncio del ministro della Giustizia non sembra aver avuto un grande impatto sulla manifestazione perché molti attivisti dubitano che Mubarak realmente affronterà il processo. Il suo legale e i medici curanti hanno ripetutamente affermato che la salute dell’83enne ex presidente sta cedendo, anche se il ministro della Salute ha affermato che sta bene a sufficienza per sedere in tribunale.

Molto più effetto sulla manifestazione e sul paese ha avuto la richiesta dei gruppi religiosi radicali di fare dell’Egitto uno stato islamico.


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