È stato dimesso dal Maggiore di Parma e ritorna in carcere. Calisto Tanzi, 73 anni il prossimo 17 novembre, ha così lasciato da alcuni giorni (per quanto la notizia sia stata diffusa solo oggi) il reparto detenuti dell’ospedale emiliano, dove era stato ricoverato lo scorso 16 giugno per una sospetta ischemia. Al momento delle dimissioni, i suoi legali, Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, hanno fatto sapere di non poter fornire elementi di dettaglio sulle condizioni del patron della Parmalat, condannato a inizio maggio 2011 in via definitiva per il crac dell’azienda di Collecchio.

Nove anni e sei mesi la sentenza passata in giudicato per i mille milioni di euro circa del buco scoperto nel 2003 e accumulato dalla società alimentare nel corso della gestione Tanzi. E 32 mila i piccoli risparmiatori truffati ai quali la quinta sezione penale della corte di Cassazione ha riconosciuto una provvisionale (negata in primo grado) di 100 milioni di euro.

Ma il colpo più duro per Tanzi, che già soffriva di problemi vascolari, è stato l’arresto, eseguito dalla guardia di finanza nelle ore immediatamente successive al pronunciamento della corte suprema. Colpo a cui è seguito il trasferimento in via Burla, dove si trova l’istituto di pena parmense. Per settimane i suoi avvocati hanno presentato istanze al tribunale di sorveglianza per la concessione dei domiciliari all’ex magnate del latte emiliano. Ma il 13 giugno scorso era giunto il no dagli uffici di Reggio Emilia, da cui il carcere di Parma dipende.

Tre giorni più tardi, il 16 giugno, il malore nella sua cella, il sospetto che si trattasse di ischemia e il ricovero nella struttura ospedaliera di via Gramsci. Con le dimissioni della settimana scorsa, però, non sarebbero ancora scongiurati ulteriori problemi sanitari per l’ex patron della Parmalat. Spiega ancora l’avvocato Biancolella, infatti, che “sulle sue condizioni di salute è in corso un’attività di valutazione medica”. E probabilmente verrà ripresentata la richiesta di misure alternative alla detenzione nella casa circondariale dove si trova tuttora Tanzi.