La pazienza dei popoli non è infinita, abusi, tassazioni, latrocini, incapacità, mal governo, aumento indiscriminato del costo della vita, privilegi di casta perpetrati da questa classe politica, stanno sviluppando uno sdegno civile montante, che può trasformarsi col progressivo degrado delle istituzioni, con l’impoverimento e l’indigenza che si diffonde, in violenza di popolo.

Se la rabbia dei tartassati s’innesta alle frustrazioni dell’enorme immigrazione indiscriminata di questi anni, può portare a una incontenibile conflittualità sociale anti-sistema. O i costi della politica verranno drasticamente ridotti e ridotto anche il numero dei politici in breve tempo, o diverranno i moventi di una conflittualità e di un rancore, i cui esiti non sono prevedibili; perché la storia non è magistra vitae ma ciclicamente e inesorabilmente si ripete e come si ripetono gli abusi del potere, si ripetono le ribellioni devastanti di chi non ha più voglia di subire.

Occorre dire che nel nostro paese, in piccolo negli anni Settanta, episodi drammatici si sono già manifestati. Quando la politica non rappresenta più i cittadini è giusto subentrino forme di democrazia diretta, a manifestare le necessità trascurate; per cui occorre che il dissenso si organizzi e si mobiliti per far rinascere un’opposizione che in sostanza sta sviluppandosi. Occorre mobilitarsi per altri referendum, che non siano solo abrogativi ma anche propositivi, perché neppure le elezioni possono risolvere con “questi soliti noti” un degrado istituzionale così profondo.

I referendum costano? Non quanto i rimborsi ai partiti, i latrocini, gli abusi, i privilegi, le auto blu, le province, le guerre in Afghanistan e in Libia che non servono a nient’altro che a creare nuovo odio per le invasioni dell’Occidente. “Ma lo sapete quanto costa una bomba d’aereo?” “Ma lo sapete che spenderanno 29 miliardi per acquistare 300 elicotteri ed aerei militari?” E intanto l’Irpef ritorna sulla prima casa. Eliminare questi costi è una “manovra”.

Non vorrei che dopo essere stati da questi “rappresentanti del popolo”(?) turlupinati, tartassati, defraudati delle possibilità, si dovesse anche salvarli dalla conflittualità violenta che rischiano di scatenare e di trovarci dentro ad una situazione incontrollabile, perché l’anti-politica l’hanno creata loro, governando non per noi ma contro di noi.