Mentre il leader del Pd Pierluigi Bersani si preparava ad arringare i parmensi in piazza contro Vignali, i suoi in consiglio regionale votavano compatti a favore del progetto dell’inceneritore di Uguzzolo. Un progetto targato Iren Spa ed avallato dalla Provincia di Parma, il cui cantiere è fermo da tre settimane per una denuncia per abuso edilizio e sul quale da febbraio è aperta una procedura d’infrazione dell’Unione Europea in quanto l’affidamento diretto ad Iren Spa non avrebbe rispettato le norme comunitarie sugli appalti.

Mercoledì nel tardo pomeriggio, in un aula semideserta con 20 assenti su 50 consiglieri, è stata votata e respinta una risoluzione presentata dal consigliere Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle che proponeva una serie d’alternative al contestato progetto e chiedeva che la provincia di Parma adeguasse il proprio piano rifiuti a quel 65% minimo di raccolta differenziata entro il 2012 come chiede la normativa italiana. “Il piano oggi invece prevede il 56% di differenziata a livello provinciale e di bruciare i fanghi di depurazione per incamerare i sussidi dei certificati verdi – ha denunciato Favia nel suo intervento – quando invece l’Europa ed esperienze anche lombarde indicano come i fanghi di depurazione si possono anche non bruciare ma trattare a freddo”.

“Nonostante l’avessimo protocollata otto mesi fa,  la risoluzione era ancora attualissima: tutti sappiamo che l’inceneritore di Uguzzolo è stato fermato per sospetto abuso edilizio e che il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza dell’atto amministrativo avanzata da Iren Spa. Inoltre sul progetto c’è una inchiesta della Commissione Europea perché l’affido diretto ad Iren Spa dell’opera non rispetterebbe le norme europee: il rischio di una multa minima di 9 milioni di euro”. Quello di Favia è stato l’unico intervento in aula: “Un assordante silenzio, come novelli Ponzio Pilato, quelli che dovrebbero tutelare la salute degli emiliano-romagnoli se ne sono lavati le mani, abdicando dal proprio ruolo di rappresentanti dei cittadini. È l’assordante silenzio dei difensori degli inceneritori. Una vergogna e i cittadini devono sapere”.

La risoluzione proposta dal consigliere, elaborata con l’aiuto di alcuni tecnici europei, proponeva alternative all’inceneritore per consentire al piano della Provincia di raggiungere l’obiettivo di una raccolta differenziata minima al 65%, con soluzioni alternative all’incenerimento: “Parliamo di moderni impianti di trattamento meccanico biologico e di centri riciclo totale come quello di Vedelago, che eliminano la produzione di combustibile da rifiuti, facendo diventare quel materiale invece sabbie sintetiche per edilizia e industria plastica”.

Tre i consiglieri a favore: i due rappresentanti del Movimento 5 Stelle Favia e Defranceschi, e Gabriella Meo dei Verdi. Dieci gli astenuti: Enrico Aimi, Gianguido Bazzoni, Andrea Leoni, Andrea Pollastri e Alberto Vecchi tutti Pdl, oltre a Stefano Cavalli e Mauro Manfredini della Lega Nord, Franco Grillini dell’ Idv, Silvia Noè dell’ Udc e Gian Guido Naldi di Sel.

Il Partito Democratico si è schierato in maniera compatta pro inceneritore: hanno votato contro la risoluzione Tiziano Alessandrini, Marco Barbieri, Thomas Casadei, Maurizio Cevenini, Palma Costi, Paola Marani, Mario Mazzotti, Marco Monari, Roberto Montanari, Roberta Mori, Rita Moriconi, Antonio Mumolo, Beppe Pagani, Anna Pariani il parmense Gabriele Ferrari e Luciano Vecchi, mentre  Matteo Richetti ha scelto di non votare.

Intanto a Parma, mentre Bersani parlava dal palco, una ventina di attivisti dei comitati per la Corretta Gestione Rifiuti, in maniera silenziosa lo hanno contestato con bandiere  (“Sì rifiuti zero, no inceneritore”) ed uno striscione che ricordava la polemica del 2006, quando l’Ordine dei medici dell’Emilia Romagna aveva chiesto una moratoria nella costruzione di nuovi inceneritori (la Regione ne ha già 8) e l’attuale segretario del Pd allora ministro dello sviluppo economico aveva minacciato di denunciare i medici. “Ci sono diecimila firme di cittadini di Parma contro questo progetto e per le alternative depositate presso la Provincia,  diecimila cittadini che aspettano una risposta ed un dialogo che non c’è stato fino ad oggi” hanno denunciato gli attivisti del Comitato. Nessun accenno alla vicenda dell’inceneritore da parte del leader del Pd.

“Ci hanno già pensato i suoi votando di nuovo in maniera compatta a favore di un progetto assurdo e costoso – ha commentato Francesco Barbieri, uno dei promotori del comitato – la nostra presenza pacifica e silenziosa in piazza è stato un modo per ricordargli che noi non ci siamo dimenticati delle gravi parole di Bersani contro i medici dell’Emilia Romagna nel 2006. Ma il loro silenzio non ci fermerà, il cantiere è stato fermato ed il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva di Iren Spa. Fino a metà settembre tutto è fermo e ci sono le inchieste europee. La mancata approvazione di quella risoluzione è una occasione mancata per tutti”.