Il 29 luglio il popolo dell’ultradestra celebra la nascita del Duce. La ricorrenza ufficiale è prevista per domenica 31 a Predappio (dove Benito Mussolini nacque il 29 luglio del 1883). Il programma è quello di tutti gli anni: raduno nella piazza della chiesa di Sant’Antonio, camminata verso il cimitero con padre Tam (il sacerdote lefevbriano che predica la teoria del “rosario e manganello” contro gli islamici), poi pranzo conviviale a Villa Mussolini, tra un “Eja eja eja alalà” e un saluto romano. L’appello per l’appuntamento viene rilanciato anche sulla rete, sia dal sito ufficiale della Casa dei ricordi, sia su facebook, tramite la pagina “Villa Mussolini – Casa dei Ricordi”, che conta quasi 5mila e 300 fan, o quello degli “Amici di padre Tam”, che ne conta 1600.

Addentrandosi nei meandri più neri del web alla ricerca di notizie dal mondo dei nostalgici del fascismo si scopre che a 66 anni dalla sua morte, la figura e il ricordo di Mussolini continuano a raccogliere consensi. In rete il fenomeno è più articolato e radicato di quanto si possa immaginare. La pagina facebook “Aforismi di Benito Mussolini”, ad esempio, raccoglie oltre 43mila e 500 consensi. Poi ci sono una miriade di pagine minori: da “Benito Mussolini Duce” a “fascio 100%”, da “essere fascista non è reato” a “Italia fascista”, passando per “Duce” e da “Camerati del Nord Est Italia”. Ciascuna con i suoi contenuti, i suoi commenti e il suo seguito: da qualche decina a diverse migliaia di iscritti.

I contenuti sono dei più vari. Ingenui o cafoni, ma non solo. C’è anche spazio per vere e proprie manifestazioni di odio razziale, che campeggiano nella rete in attesa di essere lette, commentate o “quotate”. C’è chi commenta positivamente le esternazioni di Borghezio sull’esecrabile carneficina norvegese o chi, alla notizia di scontri tra una milizia di ultradestra e dei giovani rom in Ungheria, dice: “Penso che il tempo stia per scadere anche in molte realtà italiane. Quando ci raggrupperemo in vere milizie e la polizia non si opporrà a noi, l’unica cosa da fare sarà scortare i rom e feccia simile fuori confine italico”, il tutto condito da una serie di parole di approvazione da parte di altri utenti.

Sulla pagina “Duce” (più di 25 mila gli iscritti) campeggia una appello rivolto ai giovani, chiamati a creare “nuovo partito per costruire una nuova Destra Moderata”, tanto moderata che si propone come obiettivo quello di dare una svolta al paese e di “riportarlo all’antico splendore”. Su forum, blog, social network, gli esempi di questo tenore si sprecano. Sono decine, forse centinaia, le frasi che inneggiano all’ideologia fascista e neofascista, instillano odio e invocano l’azione.

Le stesse pagine sono frequentate anche da decine di persone che cercano di richiamare l’attenzione sui contenuti poco ortodossi che ospitano, chiedendosi come sia possibile che possano continuare a restare aperte. Appelli che a quanto pare non trovano risposte: sia nel mondo virtuale che in quello reale i simpatizzanti fascisti continuano infatti a proliferare nell’indifferenza generale. E non sono solo le parole a serpeggiare nella rete, ma anche una vasta gamma di gadget che si spostano con facilità dalle bancarelle dei mercatini alle vetrine virtuali dei negozi online. Fasci littori, croci celtiche, magliette, faccioni del Duce, documenti, effigi di ogni risma si trovano comodamente anche su e-bay, dove alimentano un florido mercato di memorabilia del ventennio. Un business immortale, che vanta migliaia di appassionati più o meno consapevoli, più o meno ideologizzati.

Come se non bastasse, mentre in Germania viene distrutta la tomba di Rudolf Hess (meta di pellegrinaggi neonazisti da tutta Europa), in Italia il vicepresidente della provincia di Pistoia, Roberto Fabio Cappellini, viene minacciato e bersagliato da più fronti per aver ventilato l’idea di riservare lo stesso trattamento alla tomba di Mussolini. Anche questa è Italia.