Non è che la storia sia segreta o cosa… la storia è nota e i numeri altrettanto. Nel febbraio 2011, quando George W. Bush inizia la sua presidenza, l’economia americana viene da esattamente 8 anni di crescita che hanno prodotto 23 milioni di nuovi posti di lavoro. Il bilancio federale è in attivo. I due tagli alle tasse di Bush, nel 2001 e 2003, falliscono nel loro scopo di stimolare l’economia; nel frattempo, però, creano un buco nelle finanze pubbliche del paese. L’attivo lasciato da Clinton si è trasformato in passivo.

Nel 2008 e 2009, Bush e il nuovo presidente Barack Obama finanziano rispettivamente il piano di salvataggio delle banche e lo stimolo; entrambi gli interventi, comunque, non rilanciano l’economia.

Conclusione, oggi lavorano in America un milione e mezzo di persone in meno che nel febbraio 2001. Detto in altre parole, sia taglio delle tasse che manovra keynesiana si sono dimostrati incapaci di produrre posti di lavoro. Ecco perché, da un certo punto di vista, la discussione a Washington tra democratici e repubblicani è un copione di natura politica piuttosto che una seria discussione di politica economica.

Qualche dettaglio. Se è vero che l’economia è entrata in recessione nel 2008, è altrettanto vero che nel periodo precedente, cioè tra il febbraio 2001 e il febbraio 2007, l’America ha prodotto la metà esatta dei posti di lavoro creati tra il febbraio 1991 e febbraio 1997. In altre parole, la crisi dell’occupazione è precedente a quella dei mercati finanziari. La mancata creazione di posti di lavoro nel lustro precedente la crisi finanziaria spiega anche l’esplosione del credito.

A cosa si deve questa crescita senza occupazione nel periodo 2001-07? Senz’altro alla competizione internazionale, cioè all’ascesa della Cina e degli altri paesi di recente industrializzazione, che ha spostato posti di lavoro “manifatturieri” dall’America all’Asia. Ovviamente alla diffusione della tecnologia, che ha reso superflui certi lavori a bassa specializzazione. Ma soprattutto all’esaurirsi degli effetti economici dell’innovazione tecnologica. Scoppiata la bolla di Internet, nel marzo 2000, biotecnologie e nanotecnologie ne hanno raccolto l’eredità ma senza produrre gli stessi effetti benefici.

Post Scriptum: Con riferimento al post precedente, per il quale – sintetizzo – mi sono beccato del razzista perché ho scritto che alcuni bianchi americani sono razzisti. E’ stato un interessante quanto involontario esperimento di psicologia sociale. Probabilmente lo riproveremo. Grazie a tutti per aver partecipato.