Dopo l’intervento alla Zanzara su Radio24 – “L’ideologia della società aperta crea mostri. Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, direi orwelliana che fa schifo” – Mario Borghezio non si pente e rincara la dose in un discorso a Radio Ies: ”Sono intervenuto perché ho avuto come l’impressione che questa strage sia servita a qualcosa. Io non penso che lo squilibrato abbia agito con queste finalità, ma chiediamoci: com’è possibile che uno così noto alla autorità possa girare così? Se noi facciamo due più due e capiamo che questa strage viene utilizzata per condannare posizioni come quelle di Oriana Fallaci, io non ci sto”, ha dichiarato l’europarlamentare della Lega Nord. “Non sono nella testa nello squilibrato di Oslo, ma i cristiani non devono essere bestie da sacrificare. Dobbiamo difenderli, questo è il mio messaggio. Ovviamente non con le modalità dallo squilibrato di Oslo, ma vanno difese”, ha aggiunto.

Le parole di Borghezio avevano già ieri suscitato un vespaio di reazioni, non solo da parte dell’opposizione, ma soprattutto da parte dei suoi stessi compagni di partito. In primis il Ministro per la Semplificazione normativa e Coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli: “Le considerazioni espresse da Mario Borghezio rispetto alle idee del folle criminale responsabile della terribile strage di Oslo sono da ritenersi assolutamente espresse a titolo personale e da valutare come delle farneticazioni“, ha commentato sdegnato il ministro. Un’opinione condivisa anche dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Condivido in pieno le considerazioni fatte da Calderoli”, ha detto il titolare del Viminale durante l’audizione a Montecitorio in sede di Comitato di indagine sull’antisemitismo. Infine, a dissociarsi da Borghezio sono stati anche i deputati della Lega Nord Veneti del Carroccio.

Anche dal Pdl si alza un coro di proteste. In particolare Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha detto: ”Nella vana speranza di vedere Mario Borghezio dimettersi da parlamentare europeo e vergognarsi  delle sue deliranti affermazioni, è troppo chiedere agli amici della Lega la sua espulsione dal movimento per indegnità?”. Giovanardi si rivolge a Bossi: “All’amico Bossi, conoscendone la lealtà e il senso di umanità che lo hanno sempre contraddistinto, rivolgo una sincera preghiera perché non distrugga quello che ha costruito facendo credere al mondo intero che la Lega tolleri al suo interno la presenza di personaggi come Borghezio”.

Ma l’europarlamentare di chiedere scusa (e tantomeno dimettersi) non ci pensa proprio. Anzi, Borghezio, noto per aver disinfettato i vagoni del treno dove viaggiavano delle donne nigeriane, bolla Calderoli e gli altri che lo hanno contrastato come “i cretini che straparlano”. Insomma, altro che “farneticazioni”: “Purtroppo, come diceva giustamente Don Abbondio, il coraggio chi non ce la non se lo può dare. Quindi per assumere certe posizioni bisogna avere i coglioni, direi da leghista. Mentre da persona educata dico un po’ di coraggio. Comunque io tengo la posizione”. Quindi, per Borghezio Calderoli è come Don Abbondio: “Certo, ma mica solo lui. Stanno veicolando nell’opinione pubblica mondiale che essere contro il fondamentalismo significa volere le stragi. Questo è un collegamento pericolisissimo. E la criminalizzazioni delle idee che oggi vincono tutte le elezioni in Europa. Sono le idee di Oriana Fallaci”. E sulla richiesta di dimissioni, l’europarlamentare dichiara di “non essere attaccato alla poltrona”. Ma ricorda: “Sono stati 50mila padani a mandarmi al Parlamento europeo sulla base delle mie idee. E scrivendo il mio nome sapevano perfettamente per chi votavano. Colgo l’occasione per ringraziare quegli oltre mille cittadini di Roma che mi hanno votato alle elezioni europee”.

Borghezio ha poi parlato a Radio Ies del suo rapporto con Roma e con l’Italia: “Io rappresento la Padania in Europa, non rappresento l’Italia. Sono secessionista, sono sempre stato votato solo da padani e in liste padane. Mi sento italiano? Mi sento padano, ma ho la carta d’identità italiana e rispettoso delle leggi della Repubblica italiana. Io sono contro quelli che “magnano” a Roma. Io a Roma ce magno? Io a Roma ce magno molto poco perché ci vado poco e malvolentieri. Le poche volte che ci vado cerco di starci poco. Ma tanta gente di Roma mi chiede di creare sezioni padane a Roma! Mi hanno candidato a Roma, ho cercato di nasconderlo. Senza distribuire un santino ho preso 1100 voti. Io non odio i romani, che sono bravissima gente, odio la politica romana!”