Manes Bernardini, leader del Carroccio bolognese, prende le distanze dalle gravissime “farneticazioni” di Mario Borghezio. Quest’ultimo ha dichiarato che le posizioni del terrorista omicida norvegese Anders Breivik sono “sicuramente condivisibili” e non contento “che sono posizioni che collimano al 100% con molte delle posizioni che sono state espresse da movimenti che ormai vincono le elezioni tutte le volte che si vota in Europa. Significa che in Europa un 100 milioni di persone la pensano così”.

Chiamato a rispondere di dissociarsi dal collega di partito, dal consigliere comunale bolognese del Pd Benedetto Zacchiroli, l’ex candidato a sindaco di Bologna per il Pdl smentisce fermamente questo legame: “Questo tipo di estremismi non appartiene alla Lega Nord di Bologna. Borghezio sarà chiamato a risponderne personalmente. Ci vuole il massimo senso di responsabilità e delicatezza per affrontare tematiche che purtroppo sono all’ordine dl giorno dell’agenda politica. Bisogna evitare gli eccessi verbali. Soprattutto perché non si fa il bene della causa.”

E Borghezio replicherebbe, come già ha fatto in risposta a Calderoli, che assieme al Ministro degli Interni Maroni ha condannato pubblicamente le sue uscite fondamentaliste, che “sarebbe una mancanza di coraggio”. E invece il partito padano a Bologna, sostiene Bernardini “è stato premiato proprio per un certo modo di fare politica: bisogna misurare le parole pur trattando temi per noi spinosi. Questo è il valore aggiunto della Lega di Bologna. È quello che costantemente faccio e gli 8.000 voti in più rispetto alla coalizione che mi sosteneva lo dimostrano”.

Dunque la Lega bolognese è lontana dalla violenza xenofoba dell’affermazione “la società aperta e multirazziale fa schifo!” pronunciata da quello che è un membro del Parlamento Europeo. Bernardini conclude: “Bisogna avere tranquillità e professionalità. E per professionalità intendo la conoscenza di ciò di cui si va a trattare. Quando abbiamo trattato la questione della moschea a Bologna lo abbiamo dimostrato: abbiamo fatto comizi, incontri e confronti. Non bisogna lasciare nulla al caso. Solo così – prosegue – si può pensare a una forza di governo”.