A Parma c’è ancora qualcuno che difende il sindaco Pietro Vignali. Mentre la piazza, indignata,  lo contesta a ritmo continuato, sotto ai portici del Grano, chiedendo a gran voce le dimissioni dopo lo scandalo corruzione in cui è finito il Comune, altri stanno facendo girare una petizione online per chiedere al sindaco di restare: al momento le firme sono 51.

Più qualche appello sui maggiori social Network come Facebook. Ma se ben si guarda chi si nasconde dietro questi ferventi sostenitori del sindaco lo scenario è ancora più preoccupante: molti sono i precari, assunti all’interno dell’amministrazione comunale con un incarico legato al mandato del sindaco. Vittime del sistema, che vengono addestrate a seguire il primo cittadino in qualsiasi iniziativa, fuori dall’orario lavorativo, dalla discoteca all’happening modaiolo, che sono da sempre le carte su cui Vignali ha puntato durante il suo mandato.

Basta dare una letta alle firme a sostegno della petizione pro Vignali e vedere chi la fa girare su Facebook o per le strade per capirci qualcosa di più. Alcuni sono tesserati del Pdl, l’unico partito che continua a sostenere Vignali, visto che anche Parma Civica sta prendendo il largo: nulla di strano, dunque. Altri sono gli amici pr del sindaco: guarda caso la petizione la si può firmare all’interno di alcuni bar di via Farini.

Si tratta di molta gente della movida, gestori e lavoratori di bar e discoteche, che il sindaco Simpa continua a far lavorare coinvolgendoli negli eventi organizzati dal Comune: che sia solo un caso che le manifestazioni si facciano sempre nelle stesse vie del centro? Guarda caso, proprio due mesi fa, la folta schiera di pr parmigiani aveva organizzato la festa di beneficenza My city, a palazzo Tarasconi, sempre in via Farini. Già allora era scoppiato il caso: la festa era stata organizzata ufficialmente da privati, ma su spinta del sindaco (l’organizzatore, Momo Marani, parlava di ‘amicizia’ che da sempre lo legava a Vignali, niente di più, ndr), che aveva incontrato il gruppetto di ‘pierre’ più volte per organizzare l’evento, oltre che aver fatto partire dai suoi uffici molti inviti: una festa senza biglietto di ingresso, ma per cui si era obbligati a lasciare i propri dati con tanto di indirizzo, mail e numero di telefono, con le consumazioni a pagamento (almeno 5 euro l’una) fornite dai bar di via Farini, e alcune band dal vivo sul palco. In tutto questo sarebbero dovuti saltar fuori dei soldi da destinare al reparto di oncoematologia pediatrica di Parma: un fine nobile, ma ancora non sono stati resi noti gli incassi della serata.

Dulcis in fundo, il 14 luglio la giunta ha approvato una delibera per annullare la sospensiva per il dehor di Rosi, ovvero il ristorante Sorelle Picchi in via Farini finito nell’occhio del ciclone in quanto il comandante dei vigili Giovanni Maria Jacobazzi aveva minacciato di trasferimento un suo sottoposto per averlo multato, anche se realmente irregolare, e per aumentare la grandezza dei plateatici rispetto allo stato attuale di due locali.

Da aggiungere alla lista dei ferventi sostenitori di Vignali, quasi come un piccolo esercito di cortigiani, ci sono le vere vittime del sistema: i precari assunti recentemente in Comune con contratti dei più variegati (a volte firmati da società esterne che si sono aggiudicate appalti per servizi più ampi), ma tutti a scadenza e legati al mandato di Vignali. Persone che sanno di perdere il posto di lavoro nel caso di un cambio di tendenza, visto che i loro ruoli sono legati al modo di intendere la città proprio solo del sindaco: una sorta di pr del Comune, visto che sono addetti alla comunicazione, agli eventi, alla promozione dell’immagine. Persone chiamate direttamente dal sindaco e sistemate con un contratto precario firmato dall’oggi detenuto Carlo Iacovini, dirigente del settore marketing e comunicazione finito in manette per corruzione.

Giulio Colla