Nuovi guai giudiziari per Pier Gianni Prosperini, ex assessore regionale lombardo al turismo, leghista della prima ora poi passato ad Alleanza nazionale, infine al Pdl. Prosperini è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e false fatturazioni in relazione alla promozione turistica della Valtellina nell’ambito della Bit, la Borsa internazionale del turismo che si svolge a Milano.

L’ordine di arresto è stato firmato dal gip milanese Andrea Ghinetti su richiesta dei pm Alfredo Robledo e Paolo Storari. L’ex assessore della giunta di Roberto Formigoni, noto per le sue posizioni estreme in fatto di immigrazione e sicurezza, era già finito in carcere nel 2009 e aveva patteggiato una condanna a tre anni e cinque mesi di carcere, sempre per vicende di tangenti. Nel motivare l’ordinanza il gip di Milano fa riferimento a “l’elevata capacità a delinquere” manifestata da Prosperini.

Inoltre, l’ex assessore, avrebbe avrebbe anche cercato di vendere in Eritrea dei materiali di armamento, in particolare dei visori notturni per fucili di precisione. E’ quanto emerge dall’ ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip che non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dai pm milanesi anche per il reato di traffico di materiale d’armamento.

Secondo il gip, infatti, non c’è la prova che i visori per i fucili siano arrivati effettivamente in Eritrea, ma soltanto che l’ex assessore abbia provato a trafficare in questi materiali. Dunque, per Prosperini, che aveva un ruolo di fiduciario nei confronti del governo eritreo, resta aperto un procedimento penale a piede libero per queste ipotesi di reato.

Il reato di false fatturazioni, invece, per il quale l’ex assessore è finito agli arresti, riguarda l’intermediazione nella compravendita di armamenti e pescherecci sempre nei confronti dell’Eritrea. Secondo l’accusa, infatti, l’ex assessore avrebbe messo in piedi un giro di false fatture, attraverso società ‘cartierè, per farsi pagare in nero il suo ruolo di mediazione negli acquisti, evadendo così anche le tasse.