Durante la discussione in aula sul voto all’arresto di Alfonso Papa, il deputato del Pdl è voluto intervenire, in sua difesa. Quasi dieci minuti in cui Papa ha tentato di spiegare la sua posizione. Qui riportiamo fedelmente parola per parola quanto il deputato ha detto in aula.

“Non ritengo di dover fare un appello alla difesa del parlamento, perché io sono innocente ed estraneo nel merito a tutte le accuse che mi vengono rivolte. E ritengo davanti alla mia coscienza, davanti a Dio, davanti agli uomini che la verità non abbia bisogno di difensori. La verità in quanto tale si manifesta da sola, nel tempo. Per il suo stesso essere in quanto realtà di quanto realmente accaduto ed esistito. Ed è per questo che io ho, pieno di dolore dal punto di vista umano, affronto questa prova che arriva dopo diversi mesi di travaglio che non auguro a nessuno, e che vivo però con un’intima serenità e una grande pace interiore al giudizio di questa aula, qualunque esso sia, turbato al pensiero ai miei figli, ai quali stanotte per la prima volta ho dovuto concretamente spiegare come e perché questo fine settimana potrei non tornare a casa.

Ma anche in questo momento sono stato confortato dalla vicinanza di mia moglie, che sa come siamo arrivati a questo punto. Ed è l’unico bene della mia vita, oggi a me vicina come 24 anni fa, quando ci siamo conosciuti. Vi è un grande scollamento tra quello che si evince dalle carte (…) e quello che è stato riportato dai giornali, dalla stampa, nel quale mi sono stati attribuiti usi, modi di vita, nomignoli, che non mi appartengono e che sono stati molto lontani dal mio modo di essere. La demolizione della mia immagine è passata così per far si che fosse più eclatante lo sdegno nei miei confronti.

La verità cresce sul campo della vita come la zizzania nella menzogna. Ci vuole del tempo perché la vergogna venga a galla, ed estirpare la zizzania dalla vergogna ci vuole tempo. Io mi sono rassegnato a leggere in questi mesi le carte di queste indagini. Ho cercato in tutti i modi di poter chiarire la mia posizione, sono corso a chiarirle ma ho trovato le porte chiuse. Io mi sto avvicinando a quel momento di mietitura che ci vorrà del tempo. Utilizzare il processo per dimostrare la mia innocenza e attraverso il processo dimostrare le cose che ho detto, come e perché persone che conosco molto bene hanno attuato le cose nei miei confronti. Per questo, essendomi sospeso dal mio gruppo, dalle commissioni, avendo accettato con serenità la sospensione dello stipendio da magistrato dal Csm, con altrettanta spontaneità e spirito di collaborazione e fiducioso. Scegliere non il mio destino ma la modalità con cui devo affrontare il mio destino. Sta a voi decidere se io potrò essere ritenuto degno e meritevole di affrontare questa battaglia di verità, da uomo libero. Se dovrò condurre questa battaglia da prigioniero lo farò con la stessa serenità, sicuro che la verità si difende da sola perché emerge con il tempo.

Voi potete decidere se dare ad Alfonso Papa questa possibilità. Sono disposto ad accettare con serenità qualunque decisione. Semplicemente un tassello della battaglia che io condurrò per vedermi restitutio onore e dignità che sono stati distruitti in questi mesi”.